“Alla fine quelli che ci rimettono sono i bambini e gli adolescenti con disabilità, perché, finché il loro piede continua a crescere non hanno diritto ai fondi per le scarpe ortopediche di serie. Quando il loro piede si assesta, invece, sì”. Valentina Cera, consigliera regionale di Avs, allarga le braccia dopo la battaglia in Consiglio regionale che si è chiusa con la maggioranza che ha respinto stamattina la sua proposta.
Lei era già intervenuta sulla vicenda con un question time e la questione approderà anche in Parlamento, con un’interrogazione già depositata.
Lo spunto arriva da un residente di Villar Perosa che deve comprare scarpe ortopediche di serie per la figlia. Una spesa non da poco, quando il piede è in crescita: “Le scarpe possono costare fino a 400 euro e ne possono servire un paio in un anno” racconta il genitore.
Proprio perché i figli sono nella fase dello sviluppo non è possibile farsi fare una scarpa su misura, che verrebbe rimborsata, ma bisogna procedere per diversi anni a comprare scarpe di serie, man mano che il numero del piede cresce.
Il problema è emerso lo scorso anno, perché dal primo gennaio 2025, il Governo Meloni ha escluso dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), le calzature ortopediche di serie per disabili, che non vengono più coperte dal Fondo sanitario nazionale. Mentre rimangono quelle su misura. Una decisione che pesa sulle tasche delle famiglie che ne hanno necessità per i loro figli.
Cera ha presentato un ordine del giorno per ripristinare il contributo, reperendo risorse a bilancio. Ma la proposta è stata bocciata e anche l’ipotesi che l’assessore alla Sanità regionale Federico Riboldi profilava nei giorni scorsi – finanziare la spesa con le risorse del welfare – non si è concretizzata. “La Regione spende già molto in Sanità e incidere su altri capitoli di bilancio è complicato, perché le esigenze e le necessità sono molte – sintetizza Riboldi, che è di Fdi, lo stesso partito della Premier –. Cercherò di fare presente a livello nazionale il problema, in maniera tale che le scarpe ortopediche di serie ritornino all’interno dei Lea e vengano pagate con il Fondo sanitario nazionale”.





