Attualità - 23 maggio 2023, 09:26

Tra senso di impotenza e tenerezza: l’intervento dei volontari Aib della Val Pellice in Emilia Romagna

Sono partiti per svuotare le case dall’acqua e dal fango ma si sono ritrovati ad aiutare le persone che scappavano dalle loro abitazioni e a proteggerle dalla forza del fiume Idice

Dalla Val Pellice in Emilia Romagna per aiutare le popolazioni alluvionate

Dalla Val Pellice in Emilia Romagna per aiutare le popolazioni alluvionate

Sono partiti dalla Val Pellice per liberare le case dall’acqua e dal fango che le aveva travolte ma si sono trovati davanti ad un disastro tale che hanno dovuto ripiegare su altre attività per dare supporto alla popolazione locale e alle forze dell’ordine. Giorgio Graglia e Luca Pasquet di Villar Pellice e Guido Turinetto di Bricherasio erano tra i volontari Aib (Antincendi boschivi) partiti nella notte di martedì 16 maggio per raggiungere i Comuni dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione con la colonna mobile del Corpo Aib Piemonte. “Siamo stati allertati alle 18,30 circa, tempo di prepararsi, e per le 22 il nostro caposquadra ci ha portati a Torino, da dove siamo partiti con gli altri volontari piemontesi. Alle 4,30 circa, eravamo nel bolognese” dettaglia Pasquet. I primi interventi infatti si sono svolti nel Comune di Molinella, paese di oltre 15.000 abitanti in provincia di Bologna: “Lì ci siamo trovati spiazzati: continuava a piovere e l’acqua non defluiva in alcun punto. Era inutile quindi usare le pompe per asportarla. Abbiamo provato un senso di impotenza” spiega Turinetto. Assieme ai volontari della Protezione civile quindi si sono dedicati a controllare la viabilità per evitare le persone percorressero strade chiuse o si avvicinassero al ponte Motta portato via dalla forza dell’acqua del fiume Idice. Quando il fiume ha rotto l’argine, Graglia, Pasquet e Turinetto erano tra i volontari accorsi in frazione Selva Malvezzi per assistere le centinaia di famiglie costrette a evacuare. “Siamo rimasti poi a controllare la frazione, in supporto ai Carabinieri, affinché nessuno cercasse di entrare nella zona interdetta” continua Turinetto.

Solo sabato 20, ultimo giorno del loro turno, l’Aib ha potuto usare le pompe per svuotare le abitazioni dall’acqua e dal fango: “Quel giorno ci siamo spostati a Russi in provincia di Ravenna. Lì c’era un canale che già era in grado di ricevere acqua e così siamo riusciti a svuotare le cantine di due villette” racconta Pasquet.

Nei ricordi dei tre volontari ci sono diversi interventi a causa di alluvioni come quello a Ceva nel 2020 e alle Cinque Terre nel 2011: “Tuttavia qui è stato diverso: ci siamo trovati davanti ad una pianura sconfinata: chilometri e chilometri di terreni agricoli sotto l’acqua” rivela Pasquet. “Ma ciò che ci ha stupiti è stata un’accoglienza mai vista prima – aggiunge Turinetto –. La gente era arrabbiata perché già ad inizio maggio avevano subito un’esondazione, tuttavia sono riusciti a farci sentire in modo forte la loro riconoscenza”. “Benché con la casa disastrata alcuni di loro vedendoci affaticati ci chiedevano se potevano prepararci un caffè ricorda Pasquet –. Abbiamo provato per loro un senso di tenerezza che ci spingeva a fare tutto il possibile per aiutarli”.

Elisa Rollino

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