Più del 50% del materiale di scavo del tunnel base del Tav è destinato ad essere riutilizzato per l'opera. E' la proposta la Regione Piemonte, Auvergne Rhone-Alpes e Telt - la società incaricata di costruire l'infrastruttura - hanno avanzato nella Consultazione pubblica della Commissione Enve (Environment, climate change and energy) del Comitato europeo delle Regioni sul New Circulat Economy Action Plan.
Secondo Telt nei 57.5 chilometri dove si scaveranno le due canne della galleria della Torino-Lione verranno estratte 37 milioni di tonnellate di materiali, di cui 7 sul versante italiano. Secondo le analisi sul nostro lato verrà asportata una quantità maggiore del fabbisogno. Il surplus è adatto - dopo opportune trasformazioni in impianti ad hoc - per essere utilizzato nei calcestruzzi e nei conci di rivestimento della galleria di base, mentre nella roccia scavata in Francia prevale la tipologia più adatta per l'impiego nei rilevati ferroviari.
Sul tema del riutilizzo degli scavi è attivo in Tel un gruppo di lavoro pluridisciplinare.