Cronaca - 10 luglio 2020, 13:20

Bonus baby sitter: “un miraggio” per due minori disabili del Pinerolese

I genitori di Matilde e Samuele si stanno scontrando con la fredda burocrazia

(Immagine di repertorio)

(Immagine di repertorio)

«Da padre mi sento frustrato perché mio figlio ha un diritto e io non riesco a farglielo godere». Parole sofferte di Andrea Tron di Pinerolo, genitore di Samuele, un bimbo disabile di 14 anni, che avrebbe diritto a richiedere il bonus baby sitter, ma la pratica per due volte non è andata a buon fine e non si riesce a capire il perché. La sua storia però non è l’unica, anche la domanda per Matilde, 9 anni, originaria di San Pietro Val Lemina, non è andata a buon fine e il tempo stringe, perché i termini scadono a fine mese.

«Ho fatto la domanda a metà giugno e mi hanno risposto a inizio settimana comunicandomi che non era stata accettata, ma non si capiva la motivazione ed è inconcepibile – racconta esausta Mara Peyrot, mamma della ragazzina –. Ho scritto tre volte all’Inps e stamattina mi hanno risposto dicendo che mancava l’allegato di iscrizione alla scuola, ma io ho persino messo la pagella e cosa può fare poi una bimba a nove anni, se non andare a scuola?».

Peyrot, dopo diverse settimane di chiusura della sua attività di ristorazione a Prali, ha ripreso a lavorare e quello che guadagna lo spende per pagare la baby sitter per la figlia.

Ora riproverà a fare domanda, ma l’odissea di Samuele Tron non fa ben sperare.

Anche nel suo caso la prima richiesta era stata rigettata con questa motivazione non chiara: “L’autodichiarazione presenta dati incompleti o errati. Presenza allegato iscrizione scuola”.

«Via e-mail, l’Inps mi ha spiegato che dovevo mettere l’anno scolastico nell’autodichiarazione e allegare la mia carta d’identità e quella di Samuele, cosa che ho fatto, ma anche a me a inizio settimana è arrivata la comunicazione che la seconda domanda non è stata accettata – rivela la sua delusione papà Andrea –. Sicuramente avrò sbagliato qualcosa, ma vorrei capire cosa, perché mi hanno risposto che manca la documentazione attestante l'invalidità ante 2010 e non è chiaro cosa voglia dire, visto che ho allegato l'ultima 104». Una trafila estenuante che non è detto andrà a buon fine, in questo rimpallo da un documento mancante all'altro: «Queste vicende fanno perdere fiducia nel rapporto tra Stato e cittadino, perché sembra che alcune domande vadano respinte in qualche modo, finché uno si sfianca e desiste. Inoltre penalizzano ulteriormente i ragazzi disabili che sono già stati dimenticati durante il periodo del lockdown».

Marco Bertello

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