‘Piazza Pinerolese’ racconta in una serie di interviste la storia dei 4 vincitori del Premio Pinarolium.
Un premio corale, che riconosce un merito maturato grazie agli incontri fortunati avvenuti a partire dagli anni Sessanta, quando era una giovane studentessa dell’Istituto Magistrale ‘Rayneri’ di Pinerolo. Così Margherita Drago definisce il suo Pinarolium riferito all’anno 2024 e ricevuto giovedì 22 ottobre, durante l’evento organizzato dalla Pro loco di Pinerolo nella sala rappresentanza del municipio. “Un premio inaspettato – rivela Drago – che mi ha fatto riflettere sull’importanza dei lavori sulla storia locale del Pinerolese svolti in questi anni”.
Da Giaveno a Pinerolo, una città diventata casa
Classe 1951, Drago abita a Pinerolo da quando aveva 3 anni. Prima la sua famiglia viveva a Giaveno: “Mio padre era un falegname, ma durante la guerra fu internato e tornò invalido – racconta –. Non poteva quindi più portare avanti la sua attività, così trovò lavoro come insegnante di falegnameria proprio a Pinerolo, all’orfanotrofio Angeli. L’istituto ospitava soprattutto bambini e ragazzi rimasti organi proprio durante la seconda guerra mondiale”.
Guido Drago e la moglie, Maria Soave, si affezionano presto alla città: “Quando papà doveva assentarsi qualche giorno per andare a trovare i parenti, al ritorno cominciava a sentirsi a casa appena intravedeva la collina di San Maurizio e il campanile della basilica” aggiunge.
E proprio a loro due, Drago ha pensato durante la premiazione di giovedì: “Succede che quando vivi delle emozioni forti emergono meglio i ricordi – riflette – io ho pensato al messaggio che mi hanno lasciato i miei genitori: all’importanza che riconoscevano allo studio come strumento di riscatto e di crescita, al senso di dovere verso la propria professione”.
Il ‘Rayneri’ e i suoi primi incontri
A Pinerolo Drago frequenta l’Istituto magistrale ‘Rayneri’ per poi proseguire gli studi all’Università di Torino. Ma già negli anni delle superiori incontra le persone che imprimono una svolta ai suoi interessi e alla sua carriera: “Il mio insegnate di lettere era don Morero, direttore de l’Eco del Chisone – racconta –. Una volta diplomata mi chiese se volevo recensire un libro per il giornale e poi mi propose di scrivere una serie di articoli sulla letteratura accademica e popolare del Pinerolese”. Comincia così a scoprire la ricchezza del territorio e a frequentare la biblioteca Alliaudi: “E lì ho avuto la fortuna di incontrare i direttori della biblioteca, prima Isa Demaria, poi Nadia Menusan e, infine, Gianpiero Casagrande. Con i loro collaboratori mi hanno aiutata molto nelle mie ricerche in tutti questi anni. Un’accoglienza che ho ricevuto anche all’archivio diocesano”.
È invece con la professoressa Mariella Fenoglio che Drago comincia a fare ricerca sulla storia delle piazze e dei monumenti della città, a cui le due studiose hanno dedicato alcune delle loro numerose pubblicazioni.
Da Gemerello alla Cesare Battisti di Pinerolo
La ricerca storica è la passione che Drago ha conciliato con il suo mestiere di insegnante di scuola primaria. “Ho iniziato nel 1971 insegnando a Torino in anni importanti per il modo della scuola perché veniva introdotto il tempo pieno” racconta. Passa poi alla scuola di Gemerello di Cavour, in un contesto completamente diverso: “Lì avevo una pluriclasse e con gli alunni abbiamo cominciato a ‘toccare con mano la storia’. Era possibile perché il territorio cavourese è ricco tracce del passato, come quelle preistoriche sulla Rocca e i reperti di epoca romana”. La storia locale non abbandonerà mai la sua carriera che la vede ancora come insegnante delle elementari a Baudenasca e poi dal 1981 al 1991 dirigente didattica a Rivalta e, infine, alla Cesare Battisti di Pinerolo, proprio nello stesso edificio che aveva frequentato come studentessa del Rayneri. “In collaborazione con insegnati sensibili al tema, abbiamo sempre inserito la storia locale nella programmazione – racconta –. Credo fortemente in questo insegnamento non solo perché soddisfa le curiosità ma anche perché, conoscendo bene l’ambiente in cui viviamo, riusciamo a rispettarlo di più e ad evitare errori già compiuti in passato”.
Tanti incontri per un premio corale
Drago ha dedicato alcuni studi anche ai personaggi storici del Pinerolese, soprattutto a quelli minori, ma con una prospettiva specifica: “Ci sono stati storici, inventori, o persone che si sono distinte in guerra, ma non posso dire di preferirne uno rispetto a un altro. Come un concerto è il risultato del contributo di tanti orchestrali, così succede per la storia locale: nessuno soverchia l’altro”.
Lei vede anche nella sua carriera da storica locale il contributo di numerosi professionisti: “È stata possibile, infatti, grazie agli incontri con le persone che mi hanno consesso fiducia da giovane ma anche da quelli successivi. Penso ad esempio a Remo Caffaro, Valter Careglio, alla Società storica pinerolese, a Maurizio Trombotto e Flavio Fantone di Italia Nostra, all’architetto Franco Carminati e a Marco Calliero. Ecco, il merito del mio Pinarolium è condiviso con loro”.
In pensione dal 2009, Drago sta concentrando la sua ricerca dal luogo dove tutto è partito: “Mi sto occupando della storia dell’Istituto Rayneri, grazie ai ricordi autobiografici di Bernardo Chiava un alunno originario del Canavese, che lo frequentò nell’Ottocento, quando erano appena tre in tutto il Pimonte le scuole di questo tipo”.