Tra cambiamenti nel tempo sia nel modo di donare che nel numero di donatori, l’associazione Avis di Luserna ha raggiunto 55 anni di vita. Con una conferenza che ricorderà l’importanza della donazione di sangue, domenica 4 ottobre si celebrerà il traguardo tra la Biblioteca Agorà e la sede di via Roma.
A Luserna l’associazione arriva grazie all’interessamento di Giovanni Oddone: tramite il Cavaliere Colombino segnala al consiglio provinciale che in paese sono molti coloro che vorrebbero costituire una sezione. Viene mandata una autoemoteca il 19 settembre 1971 e questo è dunque il primo prelievo fatto a Luserna. Il consiglio provinciale fissa poi una riunione il 18 novembre 1971 in cui è redatto l’atto costitutivo e successivamente designato il direttivo nelle persone di Vasco Pavan, come presidente, Giovanni Oddone, Ferruccio Martina, Romano Chiri, Giorgina Guglielminotti.
Dopo Vasco Pavan, Ferruccio Martina, Diego Cogno e Enrico Malan, il direttivo Avis Luserna San Giovanni e il presidente uscente hanno chiamato Giuseppe Giannattasio a ricoprire il ruolo di Presidente, dal febbraio 2025: “Da donatore, fin dal 1999, non conoscevo bene la complessità e l’impegno che accompagnano questo ruolo, nonostante ciò ho accettato di buon grado questa sfida. La costante vicinanza e l’impegno dei miei consiglieri hanno contribuito a far progredire questa bella realtà, e continueranno a farlo.”
In questi 55 anni a cambiare è stato il mondo sanitario e trasfusionale: nel 1971 il sangue si raccoglieva in flaconi di vetro da 250 ml, poi sostituiti da ‘sacche multiple’ in plastica; nel 1994 è stata introdotta la donazione in aferesi, per il prelievo di plasma, inizialmente eseguita tramite autoemoteche e, dal 2020, direttamente nei locali della sede.
A mutare è stato anche il numero di donatori e donazioni. “Purtroppo, ed è una tendenza generale, c’è una diminuzione dei donatori e i giovani non sostituiscono gli anziani o coloro che non sono più idonei”, spiega Giannattasio.
Se dal 1971 a oggi l’Avis di Luserna ha registrato l’iscrizione di 1500 donatori e circa 22mila donazioni, dopo il picco storico di 543 prelievi nel 2013, ha dovuto fare i conti con una graduale flessione dell’attività. “Tale calo viene attribuito a fattori sociali complessi, tra cui la precarizzazione dei contratti di lavoro, che rende più difficile l’assenza per la donazione, criteri di sospensione medica più restrittivi e l’introduzione della ‘donazione differita’ nel 2017”, spiegano dalla sezione.
Tra il 2010 e il 2018 l’Avis ha organizzato con successo sessioni di raccolta estiva nel comune di Rorà per sopperire alle carenze stagionali. Nel 2020, con una riorganizzazione operativa basata su triage e prenotazione obbligatoria, la quota complessiva è arrivata a circa 350 donazioni annuali. Nel 2025 si è superato questo numero, arrivando quasi a quota 400, e il 2026 per ora si assesta sulla stessa tendenza. Attualmente sono 270 i tesserati e 220 i donatori attivi.
Domenica il ritrovo sarà alle 9 in piazza Partigiani. Alle 9,30 è prevista la Commemorazione agli Avisini deceduti al Cippo funerario Avis nel cimitero di Luserna capoluogo. Alle 10 si potrà visitare la sezione di via Roma 41 e ci sarà l’aperitivo di benvenuto. Dopo i saluti delle autorità e della Presidenza Avis alla Biblioteca Comunale Agorà, alle 11,30 inizierà la conferenza ‘La donazione di sangue: un gesto anonimo, volontario e salvavita’, con la dottoressa Angela Ferrari, dirigente medico al Centro Trasfusionale Ospedale Agnelli di Pinerolo. Seguiranno la premiazione dei donatori e alle 13 un momento conviviale. L’evento è con il patrocinio del Comune di Luserna San Giovanni.