Gusto e Gusti - 23 settembre 2026, 09:35

Nevia, una cucina di carattere in un palazzo del Seicento

Appena fuori Torino, a Villarbasse, in una cornice barocca riportata a nuova vita un ristorante porta in tavola piatti di qualità nei quali i diversi ingredienti trovano un equilibrio sorprendente. Non senza il supporto di una cantina di tutto rispetto e di drink d’eccezione

Gli spazi di Palazzo Cucca-Mistrot, edificio seicentesco al centro di Villarbasse, da poco più di un anno riportato a nuova vita attraverso un restauro conservativo che ha preservato l'anima barocca delle sue sale coi soffitti a cassettoni decorati, ora ospitano un ristorante d’eccezione: Nevia. Forse potreste avere qualche perplessità nel dover mangiare, sia pure in un contesto elegante e accogliente, su tavoli in legno plastificato, senza nemmeno una tovaglietta all’americana o un sottopiatto; o forse le modalità di illuminazione potrebbero non convincervi del tutto. Lasciate perdere e aspettate che, a breve, arrivino in tavola i piatti che avrete scelto: i loro profumi e sapori, gestiti in modo da valorizzare ciascuno degli ingredienti in modo da imprimere carattere al tutto, avranno il sopravvento e vi faranno dimenticare tutto il resto.


 

Se a conquistarsi il podio sono i primi

La scelta mia e di chi mi accompagnava, tra le numerose leccornie proposte dalla carta come antipati, è caduta sul Polpo alla calabra dalla cottura perfetta e a cui il peperoncino imprime un inconsueto tratto di vivacità; 

sulle Alici ripiene fritte dalla panatura ben calibrata e dal ripieno ben amalgamato (cui peraltro la maionese di accompagnamento non aggiungeva e non toglieva niente); 

sui funghi fritti buoni per consistenza e sapore. 

Vero clou della serata i primi: sia i Maccheroncini freschi al ferretto la cui seducente avvolgenza, giocando sul contrappunto tra la cottura quasi trattenuta della pasta e la giusta densità della salsa, ha saputo farmi sognare; 

sia lo spaghetto quadrato del Pastificio Mancini ai frutti di mare il cui riuscito amalgama complessivo non raggiungeva tuttavia i vertici del piatto precedente. 

Molto interessante, anche se forse ancora un po’ da calibrare, l'Oca romagnola in potacchio presentata in tre cotture accompagnata da un’articolata variazione di funghi.

 Chiudiamo con una tropezienne da urlo, decisamente riuscita nell’ armonizzare la cremosità della farcitura e la morbidezza della burrosa brioche che la contiene.


 

Cantina di livello, servizio del vino da affinare

La gentilezza e la professionalità del servizio, attento anche ai minimi particolari, sarà impeccabile e capace di farvi apprezzare ancora di più la cena. Anche la carta dei vini e dei drink (alla miscelazione Nevia riserva un’attenzione tutta particolare) presenta una buona selezione. Vi consiglio però di farvi accompagnare nella cantina della villa, anche questa opportunamente ricuperata, per scegliere direttamente qui la bottiglia che accompagnerà la vostra cena: ci saranno soprese fuori carta che vale la pensa prendere in considerazione. Quanto al capitolo vino mi permetto un consiglio: in ogni caso, ma specie quando la bottiglia ha un costo piuttosto elevato, la cura completa nella sua apertura – diversamente da come purtroppo è avvenuto – dovrebbe davvero essere massima. Se non altro per allinearsi a un livello complessivo della cucina e del servizio davvero di qualità.


 

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Nevia

Tipologia locale: ristorante (cucina e miscelazione)

Indirizzo: via Alla Fonte 8B - Villarbasse (TO)
Tel: (+39) 011 9528497 - (+39) 353 3630842
Sito web: www.neviacucinaemiscelazione.it 
Prezzi: antipasti(3,5-20€), primi (18-22€), secondi (22-28€), dolci (6-10€), coperto (3€); Menù Tradizione (42€).
Ultima visita: settembre 2026

Sensazioni al volo: Maccheroncini e tropezienne restano il ricordo più netto di una cena comunque complessivamente di notevole livello. Decisamente piacevole anche la storicità del contesto e la possibilità di consumare la cena o l’aperitivo all’esterno. Un indirizzo da segnarsi in rubrica.

Piergiuseppe Bernardi