Salute - 11 settembre 2026, 17:51

Case della Comunità dell’Asl To3? “Un bilancio deludente”

Il sindacato Nursind chiede un incontro urgente all’azienda e lamenta il cortocircuito con l’ospedale

La Casa della Comunità di Cavour, nel territorio dell’Asl To3

“Un bilancio deludente”. Il Nursind boccia senza appello i primi mesi delle Case della Comunità nel territorio dell’Asl To3.

Dietro i tagli dei nastri, per il sindacato degli infermieri, c’è poca sostanza: “In alcuni casi, infatti, le Case della Comunità vengono mantenute aperte grazie alle prestazioni aggiuntive, ovvero ore di lavoro retribuite oltre il normale orario di servizio. Non per garantire nuove attività assistenziali o servizi innovativi di cui, ad oggi, cittadini e operatori conoscono ben poco ma semplicemente per consentirne l'apertura. Parallelamente, negli ospedali si continuano a chiedere sacrifici al personale, senza alcun concreto riconoscimento”. È la denuncia contenuta in una nota a firma di Anastasia De Vito e Marco Valenti, esponenti della segreteria aziendale.

De Vito e Valenti sottolineano un cortocircuito nella gestione: “Da una parte si impiegano risorse economiche per mantenere operative strutture che, allo stato attuale, non offrono ancora le funzioni previste dalla riforma, dall'altra si pretende che chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali continui a farlo esclusivamente per spirito di sacrificio. Come è possibile progettare una riforma così ambiziosa senza affrontare il problema principale, rappresentato dalla gravissima carenza di personale infermieristico? Da una parte si impiegano risorse economiche per mantenere operative strutture che, allo stato attuale, non offrono ancora le funzioni previste dalla riforma, dall'altra si pretende che chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali continui a farlo esclusivamente per spirito di sacrificio”. E si domandano: “Come è possibile progettare una riforma così ambiziosa senza affrontare il problema principale, rappresentato dalla gravissima carenza di personale infermieristico?”.

Il Nursind ha chiesto un incontro urgente alla dirigenza e lascia aperte cinque domande che attendono una risposta e che ‘Piazza Pinerolese’ ha chiesto all’Asl, di cui si attende una nota nei prossimi giorni: “Quanti Piani Assistenziali Individualizzati sono stati effettivamente attivati con il coinvolgimento di medici di Medicina generale, Infermieri di famiglia e comunità e specialisti? Quanti casi complessi sono stati presi in carico congiuntamente dai servizi sanitari e dagli assistenti sociali attraverso il Punto unico di accesso? Qual è stato l'effettivo incremento delle prese in carico domiciliari dei pazienti non autosufficienti, superando la logica della singola prestazione occasionale? Di quanto siano diminuiti gli accessi impropri ai Pronto soccorso e le ospedalizzazioni evitabili dei pazienti fragili del territorio? Quanti interventi di prevenzione, controlli proattivi e monitoraggi a distanza siano stati realmente avviati per intercettare precocemente i bisogni di salute dei cittadini”.

Marco Bertello