Attualità - 04 settembre 2026, 17:19

Un Tavolo Tecnico e delle ‘sentinelle’ per indagare sul cattivo odore nelle frazioni

A Scalenghe le prime segnalazioni a Viotto e Pieve risalgono a inizio anno. Ora si sta analizzando la situazione con l’Arpa e verranno coinvolti anche i nasi dei residenti

I cattivi odori continuano da mesi, a cicli alterni. E, oltre a un tavolo tecnico per risolvere il problema, saranno gli stessi scalenghesi a poterci mettere il naso, letteralmente

Nelle frazioni di Viotto e Pieve di Scalenghe la popolazione si lamenta della puzza ormai da inizio anno, ma non è ancora chiaro da dove provenga.

Oltre ai Comuni di Scalenghe e di Piscina (dove gli odori si spingono), Città Metropolitana e Arpa, a breve saranno gli stessi cittadini residenti a essere coinvolti nell’indagine, su base volontarie.

Dopo le prime comunicazioni informali tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e più di 50 segnalazioni formali di cattivo odore giunte in municipio, da giugno scorso è stato istituito un tavolo tecnico congiunto dedicato all’analisi dell’impianto di produzione di biogas di A2A, indicato tra i possibili responsabili degli odori molesti. La prima riunione si è tenuta il 27 agosto.

A seguito delle prime segnalazioni, a marzo il Comune ha inviato una formale richiesta di intervento ad Arpa. “Una delle difficoltà è individuare esattamente la causa e quindi la zona interessata. Tra i cittadini alcuni citano Raspini, ma la maggior parte parla dell’impianto di biogas A2A, zona da cui arrivano più lamentele, insieme a quelle dei cittadini di Piscina che sono dalla parte opposta dell’impianto, oltre la tangenziale – spiega la sindaca di Scalenghe Monica Pecchio –. Arpa ha fatto tutti i controlli su Raspini e non ha né segnalato anomalie durante la lavorazione né individuato differenze di emissioni rispetto agli anni passati”. Quindi la pista è decaduta.

Nel frattempo sono aumentate le segnalazioni. “Hanno seguito tre step: sono state relativamente diluite nel tempo fino al mese di maggio, c’è poi stata una prima intensificazione tra maggio e luglio e una seconda ad agosto”.

Per quanto riguarda l’impianto di biogas di A2A, a metà agosto c’è stato un sopralluogo in cui amministratori comunali e responsabile dell’ingegneria per le bioenergie del gruppo si sono confrontati e la dirigenza si è resa disponibile a collaborare per individuare eventuali ottimalizzazioni dei processi.

Da parte di Arpa non è ancora stata formalizzata una relazione in merito. Nei mesi passati ha però portato a termine tutte le analisi e i sopralluoghi che sarebbero stati fatti a prescindere, visto l’ampliamento dell’impianto, già esistente. “Eravamo nel primo semestre di apertura dell’impianto dopo l’ampliamento quindi, ancora prima di fare ulteriori controlli, hanno completato le analisi necessarie per comunicare a Città Metropolitana che era tutto in ordine. Nell’incontro del 27 agosto, Arpa ha detto che stavano concludendo la relazione e che l’avrebbe fatta avere a Città Metropolitana, e a noi per conoscenza, a breve”.

Proprio in quella riunione, la prima del tavolo tecnico, di cui fanno parte Città Metropolitana, Arpa, Asl, gli organi tecnici del Comune e i rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Scalenghe e Piscina, sono stati definiti i prossimi passi. Una delle principali azioni del tavolo sarà l’implementazione di un monitoraggio attivo dell’impianto coinvolgendo la popolazione residente. “La legge parla di ‘sentinelle’. Ad oggi abbiamo convolto la popolazione dicendo di scriverci e segnalare i loro disagi, invece, ora verrà proprio distribuito un modulo su cui i cittadini, su base volontaria, annoteranno una serie di parametri per un certo periodo. Queste rilevazioni verranno elaborate da Arpa, integrando i fenomeni atmosferici registrati”, conclude Pecchio. Insomma il naso dei volontari potrebbe portare alla soluzione del mistero che va avanti da mesi.

Sabina Comba