Cultura e spettacoli - 27 agosto 2026, 08:01

Di padre in figlio: la passione per la scrittura di Giuseppe e Luca Boccardo

Racconti sul territorio e gialli per il papà di Bricherasio, esperienze di vita sulla carta per il figlio che vive a Bibiana

Da sinistra Giuseppe e Luca Boccardo

Racconti sul territorio e gialli per Giuseppe Boccardo, esperienze di vita sulla carta per il figlio Luca: due generi diversi che per entrambi sono il modo di esprimere la propria passione per il mondo della scrittura, innata, maturata negli anni ma poi sbocciata quasi per caso.

“Già da piccolo scrivevo qualche racconto, che però non ho mai pubblicato. ‘Geneticamente’ forse è qualcosa che papà mi ha tramandato, ma in realtà lui non mi ha mai spinto a seguire il mondo della scrittura. È qualcosa di innato”, spiega Luca Boccardo, 41 anni, residente a Bibiana.

A settembre 2024 è uscito il suo unico libro di racconti, ‘Da grande faremo... gli gnocchi’, autopubblicato su Amazon, con riflessioni intime e i racconti sulla genitorialità. “Scritto ho sempre scritto, il passo difficile è decidere di pubblicare. Questo libro è sulla nostra esperienza, mia e di mia moglie, come genitori. Tutto è nato come blog, senza l’idea di creare un vero e proprio libro o pubblicarlo: condividevo sui sociali momenti divertenti o toccanti della nostra esperienza di genitori – spiega –- Ho notato che questo riscuoteva abbastanza interesse tra altri genitori e amici. Come battuta hanno iniziato a dirmi: ‘Dovresti scriverci un libro’. Allora ho messo insieme tutto questo materiale, ne ho aggiunto altro e, se all’inizio voleva essere una sorta di raccolta di aneddoti, gli ho poi dato la forma di unico racconto con filo conduttore”.

L’esperienza del figlio…

Luca Boccardo nella vita è insegnante di matematica e scienze alla scuola secondaria di primo grado a Bricherasio e ha anche pubblicato dei piccoli manuali tecnici per aiutare i colleghi a passare il concorso pubblico, che lui ha superato con successo 4 anni fa. “Sono consigli sulla prova scritta e la prova orale.” Prima di questa esperienza aveva lavorato per dieci anni in libera professione nel settore ambientale e svolto volontariato con i ragazzi, esperienza che l’aveva poi spinto ad avvicinarsi al mondo della scuola.

L’attività della scrittura è qualcosa che sarebbe bello per lui portare avanti anche in futuro, in parallelo all’insegnamento. “Se ci sarà qualcosa che riterrò valga la pena condividere, perché interessante o utile per altri, mi piacerebbe continuare a pubblicare. Anche perché quando mi capita di leggere un libro di mio papà a me viene voglia di scrivere qualcosa. Quasi come se fosse di ispirazione. È sempre successo.”

…e quella del padre

Il padre, Giuseppe Boccardo, 74 anni, di Bricherasio, ex impiegato in banca ora in pensione, ricorda come abbia sempre visto suo figlio Luca, sin da piccolo, interessato alla scrittura. “Non ho mai spinto mio figlio a scrivere, perché non mi piace obbligare nessuno, tantomeno i miei figli. Ognuno deve prendere la sua strada liberamente. Ovviamente mi ha fatto piacere che abbia deciso di pubblicare perché secondo me scrive molto bene – afferma –. Ha una maggiore sintesi di me, che è un pregio nel mondo della scrittura. Inoltre, a differenza mia, che sono più fantasioso e mi lascio trasportare un po’, lui scrive libri più personali.”

Boccardo padre ha pubblicato due libri: ‘I segreti dell’alpeggio e altri racconti’ (Carta e Penna, 2017) sono racconti legati al territorio, mentre ‘Il furto dell’anello del Sacro Romano Impero’ (Gruppo Albatros Il Filo, 2017) è un giallo ambientato nel territorio valligiano e in parte in Francia, principalmente in Bretagna.

“Questa passione ce l’ho sempre avuto sin da ragazzino, leggevo molto e mio padre mi regalava tantissimi libri. Ho però cominciato effettivamente a scrivere solo quando sono andato in pensione.”

Ha poi iniziato a inviare racconti in giro per concorsi letterari. “Li ho mandati al premio letterario di Ostana e a ‘La Penna d’Oro’, dell’associazione Myo-Sotis di Luserna San Giovanni. Visto che sono stati apprezzati, ho deciso di pubblicare.”

Fondamentale è l’aiuto della moglie, soprattutto nella sintesi, caratteristica che, a quanto dice, non gli appartiene. “A sintetizzare non sono bravo. Dopo il primo racconto che ho scritto, è stata mia moglie la prima a leggerlo e, solo dopo che lei mi ha dato riscontro positivo, l’ho presentato ai concorsi. Da lì il fatto di essere stato premiato mi ha stimolato ad andare avanti, vuol dire che quello che scrivo è apprezzato.”

Anche se per il futuro al momento non sono in programma altri libri in particolare, di recente Giuseppe Boccardo si è occupato di un nuovo progetto: “Una ricerca sulla mia famiglia. Dopo aver studiato le nostre origini, ho scritto un breve opuscolo sulla discendenza”, conclude.

Sabina Comba