Nei suoi primi mesi di vita ha radunato circa 400 famiglie e continua a crescere grazie a un gruppo di discussione pubblica su Facebook, dedicato ai problemi e alle potenzialità dell’alta montagna. La ‘A2C Via Lattea’ – Associazione proprietari seconde case e residenti del comprensorio Vialattea – è una novità per l’alta Val Chisone e l’alta Val di Susa: “Siamo la prima associazione comprensoriale che riunisce proprietari di seconde case e residenti in ogni comune e frazione della Via Lattea”, spiega il suo presidente Edoardo Riccio.
Villeggianti in cerca di rappresentanza
L’obiettivo dei fondatori era quello di creare un soggetto che potesse rappresentare soprattutto le istanze dei proprietari delle seconde case: “Siamo una parte importante dell’economia montana, tuttavia, non potendo votare alle elezioni locali, non ci sentiamo rappresentati nel contesto socio politico delle valli del comprensorio” continua Riccio.
Lui è particolarmente legato a Sauze d’Oulx, come racconta: “Lì ho la mia casa e ci vengo da sempre anche se vivo tra Torino e Milano”.
Accanto a lui ci sono altri quattro proprietari di seconde case che hanno deciso di dar vita all’associazione: “Gli altri ‘costitutori’ di A2C sono Rodolfo Incisa, Tiziano Quarenghi, Pierguido Maestro e Luigi Pastore”.
L’invito ad aderire è rivolto soprattutto a chi vive come villeggiante uno dei Comuni del comprensorio ma è aperto anche ai residenti. I Comuni interessati sono Sestriere, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana, Claviere, Pragelato, Oulx, Bardonecchia e da tutte le borgate.
Qui l’ovetourism non fa paura
“Non è stato fatto abbastanza per il turismo estivo e anche il comprensorio sciistico presenta delle criticità: si riducono i chilometri di pista e l’innevamento non è integrale”: questi alcuni dei problemi rilevati dall’associazione. A2C ha già incontrato la Sestrieres Spa e gli amministratori locali per discutere di questi temi: “Il nostro atteggiamento è costruttivo: vogliamo capire quali siano gli elementi bloccanti e proporre dei modi per risolvere gli ostacoli allo sviluppo del territorio”.
A differenza da quanto accade in altri territori, i villeggianti e residenti che fanno parte dell’associazione non hanno paura dell’overtourism: “Anzi qui in settimana c’è proprio il problema opposto al sovraffollamento, i nostri paesi tendono a svuotarsi e così sono destinati a morire. Non bisogna avere paura del turismo che va piuttosto incentivato perché è la sola garanzia di mantenere un buon livello di servizi in montagna”.