Economia e lavoro - 11 agosto 2026, 11:45

La street art incontra le imprese: la storia di MissionToArt raccontata dal vigonese Riccardo Ten Colombo

L’ultimo intervento a Garessio per lo stabilimento di San Bernardo: “In futuro vorremmo trasmettere la nostra artigianalità ai giovani” 

MissionToArt è tra le poche agenzie in Italia che si occupa di mettere in dialogo gli street artist e le aziende per dare nuova vita a spazi urbani. Una realtà made in Piemonte, in particolare dei pinerolesi Marco Scellato e Riccardo Ten Colombo.

L’ultimo progetto realizzato insieme a Max Perone è un murales che ha riqualificato la sede dello stabilimento dell’acqua San Bernardo a Garessio. Due facciate che raccontano il passato e il presente dell’azienda. 

“In vista del loro centenario, volevano riqualificare lo stabilimento - commenta Ten Colombo, di Vigone, -. Abbiamo da un lato rappresentato il fondatore e una lavoratrice, nell’altro c’è un giro del mondo fatto con queste scritte che riportano la goccia al centro come claim dell’acqua San Bernardo. Si tratta di un primo intervento ma ne abbiamo previsti altri”. 

Un progetto che va ad arricchire il portfolio dell’agenzia che opera in tutta Italia. 
“Siamo nati sei anni fa - spiega Colombo -.  Mi ero reso conto che le aziende erano in cerca di figure più professionali che potessero gestire questo tipo di contributo e sul territorio nazionale ci sono tuttora poche agenzie che hanno contatto con gli artisti e possono metterli in atto”. 

Così nel 2020 nasce MissionToArt che oltre a seguire interventi di arte urbana si occupa anche stampe d’arte e laboratori. 

“Per la Scuola Holden abbiamo realizzato cinque giorni di live painting, ogni giorno un artista con cui collaboriamo dipingeva un murales diverso che faceva parte di grandi classici delle storie fantastiche”. 

Ad oggi sono una trentina gli artisti che lavorano insieme a Colombo e Scellato. “Fungiamo sia da tramite tra l’arte e il commerciale. Ci devono essere i presupposti per lavorare con le aziende, eliminiamo quelle che producono armi o sfruttano gli animali, facciamo una bella selezione a monte con le aziende, se hanno linea etica cerchiamo di sviluppare progetti ad hoc. Lavoriamo poi con artisti professionisti, l’età media è sui trent’anni perché abbiamo bisogno di una certa esperienza nel campo”.

Dal 2020 sono stati diversi gli interventi realizzati soprattutto in Piemonte e Lombardia, con una media di tre o quattro murales all’anno. 

Tra i laboratori che conducono anche quelli con le scuole. “Andiamo a realizzare delle tele di grandi dimensioni. Partiamo di solito da una lezione sulla storia dell’arte e realizziamo un’opera di cui si è parlato. C’è sicuramente confusione su ciò che viene sviluppato dall’intelligenza artificiale e l’opera finita. Tuttavia quando si vede qualcosa realizzato con le mani, lasciando da parte il pc, la resa è completamente diversa. Il momento in cui si usano i pennelli e le tele o un muro, a quel punto l’elaborato è nettamente diverso. Una volta che si usano le mani è carico di energia e vivo”.

Nonostante le origini, a Pinerolo non ci sono ancora opere firmate MissionToArt. “Non ci si riesce tanto a interfacciare con il Comune che ha metodi interni di selezione diversa, non ci sono bandi a cui possiamo partecipare. A Torre Pellice abbiamo invece realizzato con il Comune diverse opere legate al sociale”. 

Guardando al futuro, Colombo pensa al coinvolgimento delle prossime generazioni di artisti. “Ci piacerebbe dare continuità a quello che abbiamo importato, cercare giovani che abbiano l’ambizione di lavorare nell’arte, lasciare da parte le tecniche digitale e portare avanti un discorso artigianale. Vorremmo in questo senso aumentare il numero dei collaboratori e magari attingere dai più giovani”. 

Chiara Gallo