“Il mix tra il caldo di queste settimane e le giuste precipitazioni che ci sono state tra inverno e primavera, ci sta permettendo di avere una qualità di erbe e piante officinali decisamente superiore agli altri anni”. È un primo bilancio sulla raccolta di quest’anno a Pancalieri di menta piperita, passiflora, camomilla romana, assenzio, estragone, melissa e altre essenze.
La coltivazione delle erbe aromatiche è una tradizione in paese, si pratica da più di 150 anni e si celebra con la manifestazione Viverbe, che si svolgerà dal 18 al 20 settembre. Il picco di produzione di menta, coltura simbolo, risale attorno al 1930, con circa 2.000 ettari e il coinvolgimento di una quindicina di Comuni limitrofi.
Oltre a imprese private, in paese esiste una cooperativa composta da 28 associati, che coltivano una trentina di aromatiche su una superficie complessiva di 240 ettari. Possiede 16 essiccatoi statici (in parte anche nelle aziende dei soci), 2 essiccatoi mobili, 1 essiccatoio rotante ad alta produzione e 5 alambicchi. La produzione annuale di erbe essiccate è di 1 milione di kg e quella di oli essenziali di 2.000 kg. Sul fronte della commercializzazione, il 50% del prodotto va alle industrie di vermouth e liquori e l’altra metà a quelle di estrazione di integratori e farmaceutica. Circa l’85% del totale finisce all’estero.
I cambiamenti climatici non sembrano destare la preoccupazione che si vive per altre produzioni agricole, come per esempio il granoturco, perché queste colture non hanno bisogno di essere irrigate costantemente e il caldo le migliora: “Anche se le alte temperature potrebbero far ridurre la produzione di qualche quintale per ettaro, per noi è la qualità che conta - spiegano i produttori - Con stagioni come quella attuale, i contenuti in oli e principi attivi sono più alti e, dunque, il prodotto è migliore”.





