Quando la scuola esce dalle aule per riscoprire natura e relazioni autentiche dà il meglio di sé. E’ questa l’esperienza fatta da un gruppo di studenti de Liceo Scientifico Volta che per un’intera settimana si sono messi in gioco con un soggiorno in montagna, durante il quale hanno imparato a vivere questo particolare ambiente in sicurezza, scoprendone le straordinarie potenzialità ed al tempo stesso come rispettarlo e tutelarlo.
Ventisei ragazzi e ragazze, di diverse classi dell’Istituto, dalla prima alla quarta, insieme a due insegnati, le professoresse Anna Fronda, ideatrice del progetto, nato in seno al dipartimento di scienze naturali, ed Elena Napolitano, hanno raggiunto il rifugio Jervis, in località Bobbio Pellice per vivere insieme un’esperienza fatta di condivisione e apprendimento, grazie al supporto delle guide alpine che li hanno affiancati per tutto il soggiorno, mettendosi alla prova in attività, stimolanti e mai banali, come hanno confermato i ragazzi stessi.
"E' stata una bella opportunità - ha raccontato Federico di 4 AS - da diversi punti di vista, sia didattico che relazionale. Infatti abbiamo lavorato molto in gruppo, ci siamo cimentati per esempio, nella costruzione una barella per il soccorso alpino, utilizzando quello che trovavamo in natura, ed allo stesso tempo ho fatto nuove amicizie. Tra i ricordi più belli che mi porterò c’è sicuramente il il falò: preparare insieme tutto il necessario, vedere le stelle è stato indimenticabile. Sono contento di aver partecipato, lo consiglio ai miei amici e sicuramente lo rifarei".
Dello stesso avviso è stata anche Arianna della 2B: "questa settimana in montagna mi è piaciuta molto poiché ho svolto attività diverse dal solito, ho imparato cose nuove, mi sono messa alla prova grazie al supporto delle guide e dei ragazzi con cui ho stretto amicizia. Anche l’organizzazione è stata perfetta cosi come il cibo: buonissimo".
La settimana ha avuto per gli studenti un costo molto contenuto, le famiglie hanno dovuto versare solo un contributo di 120 euro per l’intero soggiorno, poiché il costo del viaggio, dei pasti e delle guide è stato interamente coperto dai fondi PNR sulla scuola estiva dell’Unione Europea. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il contributo di Roberto Boulard, guida alpina e rifugista che dal 1979 gestisce il rifugio Jervis che con la sua esperienza ed il suo carisma è riuscito a coinvolgere e motivare i ragazzi, spronandoli e gratificandoli quando necessario. Insieme all’esperienza di Roberto Boulard Importante è stato l’entusiasmo e la competenza di una giovane guida Matteo Curti.
"Determinante per la buona riuscita dell’esperienza - ha sottolineato la prof.ssa Fronda - è stata proprio la bravura delle guide che hanno saputo organizzare attività sfidanti emozionanti, strutturate in maniera tale che risultassero vincenti, tutti i ragazzi infatti, si sono arrampicati superando paure e diffidenza". Come raccontato ancora dalla docente, l’avventura per studenti ed insegnati è iniziata non appena giunti al parcheggio di Villanova la frazione da cui parte il sentiero per la conca del Prà, dove l’eterogenea compagnia ha dovuto lasciare il pullman per raggiungere il rifugio a piedi, confrontandosi con 500 m di dislivello cosa non banale dal momento che molti dei ragazzi non sono proprio dei montanari.
L’attività principale che ha coinvolto gli studenti è stata poi l’arrampicata in sicurezza, i ragazzi hanno potuto mettersi alla prova e sperimentare quanto il gruppo sia fondamentale anche a livello pratico, non solo poiché ci si supporta, ma anche perché ci si controlla a vicenda verificando, per esempio, che la cintura del compagno sia messa bene quasi come in una vera e propria liturgia. La seconda attività è stata l’orienteering in una pietraia all’interno della quale i ragazzi hanno dovuto fare una vera e propria caccia al tesoro, mentre la terza attività ha riguardato la costruzione di una barella da utilizzare nel caso qualcuno si facesse male in montagna.
"I ragazzi - ha spiegato la prof.ssa Fronda - hanno dormito in camerata, è stata un’esperienza molto bella per loro, hanno imparato ad autoregolamentarsi ed a gestirsi come una comunità. Per me è stato molto emozionante, un pomeriggio uscire e trovarli tutti fuori dalla camerata che parlavano o ascoltavano discorsi di politica o sul clima".
"Gli studenti, ha aggiunto ancora la prof.ssa Fronda, quando siamo arrivati non si conoscevano o si conoscevano appena, sono tornati con nuovi profondi legami di amicizia".
Durante il soggiorno i partecipanti non hanno usato il telefono, ma hanno potuto apprezzare la bellezza dello stare insieme, giocando semplicemente a carte, cantando o discutendo, cose semplici che forse agli adulti potrebbero sembrare scontate, ma che le nuove generazioni hanno bisogno di scoprire ed apprezzare. "Determinante per la buona riuscita dell’esperienza - ha concluso la prof.ssa Fronda - è stata infine la bravura delle guide che hanno saputo organizzare attività sfidanti emozionanti, strutturate in maniera tale che risultassero vincenti, tutti i ragazzi infatti, si sono arrampicati superando paure e diffidenza".