Il Politecnico di Torino conquista il 206° posto nel QS World University Rankings 2027, una delle più note classifiche universitarie internazionali pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds (QS), entrando per la prima volta nella top 14% delle migliori università al mondo. Nella scorsa edizione l’Ateneo era nella top 16%: in un anno ha guadagnato 36 posizioni a livello internazionale rispetto al 242° posto del 2025, mentre si conferma quinto a livello nazionale con il più significativo incremento di posizione tra le 5 top italiane.
La soddisfazione del Rettore Corgnati
"Il risultato conseguito nell’edizione 2027 del QS World University Rankings premia la strategia di sviluppo perseguita dall’attuale governance dell’Ateneo, che ha posto al centro innovazione, interdisciplinarità e internazionalizzazione – sottolinea il Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati – Si tratta di un traguardo che nasce dall’impegno condiviso dell’intera comunità accademica nel rafforzare il dialogo con la rete universitaria, il sistema produttivo e con la società".
Il ranking 2027 ha analizzato oltre 8.800 università di 106 Paesi. In classifica sono entrati 1.504 atenei, di cui 47 italiani e tra questi il Politecnico di Torino conferma un percorso di miglioramento costante: l’Ateneo ha scalato 120 posizioni in classifica negli ultimi quattro anni.
"Il risultato - aggiunge il Rettore - ci sprona a proseguire nel consolidamento di una solida rete di collaborazioni con le migliori università del mondo, rafforzando ulteriormente il posizionamento internazionale del Politecnico di Torino e la sua capacità di attrarre studenti, ricercatori e talenti di alta qualità".
I miglioramenti più significativi
Gli indicatori che hanno maggiormente contribuito al successo sono Employer Reputation e Citations per Faculty. Il primo indicatore valuta l'opinione dei datori di lavoro internazionali sulla preparazione delle laureate e dei laureati: il Politecnico di Torino ha guadagnato 39 posizioni, raggiungendo il 125° posto. Per quanto riguarda la rilevanza della produzione scientifica internazionale, invece, l’Ateneo è passato dal 230° al 185° posto. Per entrambi questi indicatori, il Politecnico di Torino entra per la prima volta nella top 3 a livello nazionale.
Da segnalare anche l’importante crescita nell’ambito dell’International Research Network: il Politecnico di Torino, infatti, è tra gli Atenei italiani che crescono di più (+ 44 posizioni) in questo indicatore che valorizza la capacità dell’Istituzione di consolidare le proprie collaborazioni scientifiche a livello internazionale miglioramento anche in Sustainability (+32) che riguarda l’impegno verso la sostenibilità ambientale e l’equità sociale.
Numeri e reputazione in crescita anche per Unito
L’Università di Torino registra un significativo progresso nel QS World University Rankings 2027, la classifica internazionale elaborata dall’agenzia britannica Quacquarelli Symonds (QS), distinguendosi in particolare per la propria capacità di sviluppare collaborazioni scientifiche a livello globale.
La performance migliore si registra nell'indicatore International Research Network, che misura la capacità degli atenei di sviluppare collaborazioni scientifiche internazionali. UniTo raggiunge il 137° posto mondiale, guadagnando 38 posizioni rispetto all'edizione precedente e collocandosi nel top 10% delle università del mondo. A livello nazionale l'Ateneo si conferma tra i leader del sistema universitario italiano, risultando 4° in Italia per sviluppo di reti di ricerca internazionali. Il risultato testimonia la forte proiezione internazionale dell'attività scientifica dell'Ateneo e la qualità delle collaborazioni sviluppate con partner di eccellenza nei principali ecosistemi globali della ricerca.
La capacità dell'Università di Torino di costruire reti di collaborazione scientifica internazionale risulta molto superiore alla mediana delle università valutate nel report, così come nell’indicatore Citations per Faculty, che misura l’impatto della produzione scientifica attraverso le citazioni ricevute dalle pubblicazioni dei ricercatori. UniTo migliora di 16 posizioni rispetto allo scorso anno e incrementa di circa 2 punti il proprio punteggio. Il dato conferma la crescente visibilità internazionale della ricerca prodotta dall’Ateneo e la sua capacità di contribuire in maniera significativa all’avanzamento della conoscenza scientifica.
Migliora la Academic Reputation dell'Università
Il miglioramento generale della Academic Reputation assume un significato particolarmente rilevante poiché questo indicatore si basa sulle valutazioni espresse dalla comunità accademica internazionale. L'incremento di circa 2,8 punti nel punteggio e la salita di 14 posizioni confermano la crescente visibilità e autorevolezza dell'Università di Torino nel panorama accademico globale. Nel ranking complessivo QS World University Rankings 2027, che ha valutato oltre 8.800 istituzioni e classificato più di 1.500 università a livello mondiale, l’Università di Torino migliora di 3 posizioni rispetto all’edizione precedente.
“In un contesto universitario sempre più internazionale, la capacità di essere presenti nelle grandi reti della ricerca e della conoscenza rappresenta – sottolinea la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi – una condizione essenziale per continuare a crescere e generare opportunità. L'avanzamento registrato dall'Università di Torino nel QS World University Rankings 2027, in particolare negli indicatori legati alle collaborazioni scientifiche internazionali, alla reputazione accademica e all'impatto della ricerca, conferma la credibilità e l'autorevolezza che il nostro Ateneo continua a consolidare a livello globale.
Per un'università, però, il valore di questi risultati va oltre il posizionamento in una classifica. Significa offrire a studentesse e studenti maggiori opportunità di confronto internazionale, ampliare l'accesso a reti scientifiche qualificate, sviluppare nuove collaborazioni e rafforzare la capacità di attrarre competenze, progetti e investimenti. È in questa prospettiva che leggiamo questi dati: come un indicatore della qualità della nostra comunità accademica e della sua capacità di creare le condizioni per una formazione e una ricerca sempre più aperte, connesse e competitive”.