C’è una cosa che accomuna il cuoco autodidatta che da vent’anni fa girare un ristorante, la mamma che ha gestito una casa, tre figli e un’associazione di quartiere, il muratore che ha costruito mezza città ma non ha mai messo mano a un attestato: tutte e tre hanno competenze reali, riconoscibili, spendibili, che però sulla carta non esistono.
E questo, nel mondo del lavoro di oggi, può pesare. Quando si cerca un nuovo impiego, quando si vuole cambiare settore, quando si partecipa a un concorso o si affronta un colloquio.
Ma c’è una buona notizia: esiste uno strumento pensato esattamente per queste situazioni. Si chiama Certificazione delle competenze, è finanziato dal Fondo Sociale Europeo e quindi completamente gratuito.
Di cosa si tratta
Non importa come hai imparato: lavorando, accudendo una famiglia, facendo volontariato, gestendo un’attività in proprio. La certificazione delle competenze è un percorso individuale strutturato in tre fasi che serve a riconoscere formalmente quello che già sai fare, ma che richiede comunque impegno e preparazione, anche solo per riordinare e raccontare bene la propria storia professionale.
Individuazione: gli operatori ti supportano nella ricostruzione delle tue esperienze e nella raccolta delle evidenze a sostegno: una foto, un video, un manufatto, un certificato. Quello che serve per dimostrare concretamente che certe competenze le hai davvero acquisite.
Validazione: le evidenze sono analizzate da un esperto del settore, che accerta le competenze attraverso un colloquio tecnico o - nei casi pratici, come la cucina o l’artigianato - attraverso prove operative. Al termine si ottiene un Attestato di validazione delle competenze, già spendibile nel curriculum o per accedere a percorsi formativi con un monte ore ridotto grazie ai crediti riconoscibili.
Certificazione: se le competenze validate coprono tutti i requisiti di una figura professionale riconosciuta dal Repertorio regionale delle qualificazioni del Piemonte, si può essere ammessi direttamente all’esame finale davanti a una commissione e ottenere un vero e proprio Certificato di Qualifica professionale.
È un percorso che richiede impegno: serve preparazione, chiarezza su ciò che si è fatto e voglia di mettersi in gioco. Ma per chi ha anni di esperienza reale alle spalle, è un’opportunità concreta di vedersi finalmente riconosciuto quello che vale.
Chi può farne richiesta
Il servizio è pensato per chi ha lavorato senza mai formalizzare le proprie competenze, per chi ha interrotto gli studi ma ha maturato esperienza concreta, per chi vuole rientrare nel mercato del lavoro o valorizzare anni di volontariato e cura familiare. Non c’è un requisito di titolo di studio minimo: anzi, il percorso è costruito proprio per chi ha imparato fuori dalle aule scolastiche.
Perché vale la pena sapere che esiste
In Italia c’è ancora poca consapevolezza di questo strumento, eppure potrebbe cambiare le cose per molte persone. In un mercato del lavoro che chiede sempre più certificazioni e titoli, avere un documento che attesta le proprie competenze - anche quelle acquisite in modo non formale - può fare la differenza.
INFOR ELEA Smart Business Academy offre questo servizio all'interno dei propri servizi al lavoro. Se vuoi sapere se fa al caso tuo, puoi prenotare un colloquio informativo gratuito: ti aiuteremo a capire quali competenze potresti certificare e come avviare il percorso.
🌐 www.inforelea.academy/servizi-al-lavoro/certificazione-delle-competenze
INFOR ELEA Smart Business Academy è una scuola di formazione professionale con sede a San Secondo di Pinerolo. La rubrica Professione Futuro nasce per raccontare gli strumenti concreti che il mercato del lavoro mette a disposizione delle persone. Perché conoscerli è già il primo passo per usarli.