Attualità - 16 giugno 2026, 11:31

La storia valdese perde la voce di Chauvie, custode della scuoletta di Odin

È morto domenica ma i turisti continuano a cercarlo nei luoghi in cui per anni è stato possibile incontrarlo e ascoltare il suo racconto di un passato e una cultura che amava

Adriano Chauvie

“Adriano, questa volta, non tornerà”. Bisognerà spiegarlo ai turisti che da tutto il mondo torneranno alla frazione di Odin di Angrogna, percorrendo il sentiero valdese della Gueiza ‘d la Tana. Niente più lezioni sulla storia valdese, seduti ai banchi della piccola scuoletta Beckwith, davanti a quel maestro un po’ particolare con una memoria formidabile per le date e che passava dall’italiano al francese con naturalezza e quasi noncuranza. Adriano Chauvie è morto domenica 14 giugno all’ospedale Santa Croce di Cuneo. Aveva 89 anni ed era stato guida e custode di uno dei luoghi storici più famosi della Val d’Angrogna. “Adriano aveva un grande amore per Angrogna dove viveva per gran parte dell’anno e ha saputo raccontarla e valorizzarla” testimonia il sindaco Gino Giordan.

La guida che accoglieva i visitatori di tutto il mondo

“Lo incontravo sempre, ogni volta che accompagnavo un gruppo alla scuoletta di Odin. Era una presenza fissa, piena di idee e di entusiasmo”, racconta Nicoletta Favout, referente del Barba, ufficio del Centro culturale valdese che si occupa di servizi educativi, formazione, visite guidate.

Chauvie viveva buona parte dell’anno nella casa di famiglia proprio vicino all’edificio storico ed era sempre disponibile ad accompagnare nella visita turisti che arrivavano in autonomia. Ma anche quando giungevano dei gruppi che avevano già una guida, non si tirava indietro: “Aveva sempre voglia di raccontare e, nonostante le barriere linguistiche ci riusciva – continua Favout –. Ad esempio, non conosceva il tedesco ma, con il passare degli anni, aveva imparato qualche parola che mischiava all’italiano per cercare di farsi capire comunque”.

Il suo francese invece era fluente: come in tutte le famiglie valdesi, anche nella sua si era sempre parlato. Chauvie aveva allestito una piccola sala museo proprio sotto l’aula della scuoletta: “Ci sono i suoi oggetti che aveva raccolto nel tempo. Leggeva tantissimo, aveva fatto molte ricerche in archivio ed era un appassionato di romanzi storici” aggiunge Favout. Nella sala c’è anche un registro delle firme che testimonia la moltitudine di persone che hanno visitato quel luogo, soprattutto evangelici, provenienti da tutto il modo.

L’impegno per Angrogna e la passione per la storia

Ex operaio metalmeccanico alla Riv Skf, quando negli anni Novanta è andato in pensione, ha deciso di dedicarsi alla storia della Valle. Era stato membro del Concistoro di Angrogna e si era anche occupato della gestione del cimitero di San Lorenzo.

“Il suo impegno è stato importante per la comunità di Angrogna – commenta per il Concistoro Marina Bertin –. Conosceva la storia e la raccontava ‘a modo suo’, con entusiasmo, e convinto della superiorità della cultura valdese”. Con il tempo aveva affinato un suo metodo: “In base alla provenienza dei turisti modificava la sua esposizione in modo da intercettare meglio i loro interessi”, aggiunge Bertin.

Nei mesi dell’anno che non trascorreva a Odin, scendeva a Torre Pellice. E spesso, il venerdì era possibile incontrarlo al mercato dove, soprattutto d’estate, erano molti i turisti che lo riconoscevano.

“Da quando si è rarefatta la sua presenza a Odin, turisti di tutto il mondo che tornavano sul posto e non lo trovavano ci chiedevano di lui. Soprattutto i capigruppo, quelli che arrivano ogni anno in valle, lo ricordano con piacere” aggiunge Favout.

Il funerale di Adriano Chauvie si svolgerà domani – mercoledì 17 giugno – al tempio valdese di Angrogna alle 11.

Elisa Rollino