In una società che fa sempre meno figli, mancano comunque i pediatri. Può sembrare un paradosso, ma non lo è: a lanciare l'allarme è il Gimbe, Fondazione che ha studiato i numeri e la situazione in tutta la Penisola. E dalle analisi risulta che il Piemonte è una delle regioni nelle condizioni peggiori. "In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta (Pls) e circa l'80% delle carenze si concentra in 3 grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree del Settentrione si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra. A livello nazionale, entro il 2029 andranno in pensione oltre 1.500 pediatri, ma non c'è alcuna certezza sul ricambio generazionale".
Pediatra di famiglia
Il pediatra di libera scelta (il cosiddetto pediatra di famiglia) è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un Pls per garantire l'accesso a servizi e prestazioni inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal Ssn. "Tuttavia in molte aree del Paese si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che chiarisce "due aspetti metodologici: innanzitutto le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di Pls viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti; inoltre, non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di Pls anziché quella ospedaliera".
Calo demografico
Il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei Pls. I dati Istat documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l'iscrizione al Pls è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420mila assistiti in meno per i Pls. "La riduzione della popolazione 0-5 anni - afferma Cartabellotta - ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di Pls di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale". Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l'82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai Pls, si stima che nel 2024 oltre 470mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai Pls, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno".
Piemonte oltre quota mille
In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti perpediatra: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). "Con questi livelli di saturazione - commenta il presidente della Fondazione - il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali".
Come detto, poi, a inizio 2025 si stimava una carenza complessiva di 497 pediatri, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in 3 sole grandi regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in 5 regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per Pls è inferiore a 850.
"È l'ennesima impietosa certificazione del fallimento delle politiche sanitarie dell'attuale Giunta regionale, sorda a ogni nostro sollecito e a ogni campanello d'allarme".
Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e il vicepresidente della commissione sanità in Consiglio Regionale, Daniele Valle.
"Lasciare ampie zone del nostro territorio sguarnite dell'assistenza pediatrica di base - sostengono i due esponenti dem in consiglio regionale - significa negare un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione ai cittadini più vulnerabili, scaricando sulle famiglie l'angoscia e i costi del privato, o costringendole a intasare i pronto soccorso per patologie curabili sul territorio. Non possiamo rassegnarci a derubricare questa situazione come una fatalità inevitabile: si tratta di un'assenza totale di programmazione".