Hanno sfilato con il bestiame da quando sono bambini e da allora non hanno mai preso l’abitudine di segnare in calendario i giorni delle fiere di salita e discesa dagli alpeggi, per evitare di prendere altri impegni. Stanchi ma soddisfatti del lavoro svolto per la ‘Fîra d’la Poujà’ di domenica, i giovani del Comitato bobbiese che organizza la festa si raccontano. Hanno dai 17 ai 30 anni, sono di Bobbio e Villar Pellice. Alcuni di loro erano già amici, o compagni di scuola all’Istituto agrario di Osasco, e hanno cominciato a entrare nell’associazione a partire dallo scorso anno.
“Per me il Comitato è un po’ una famiglia: fin da piccola sono stata coinvolta nelle fiere, con mansioni semplici, come portare il pane al pranzo della domenica”, racconta Anna Charbonnier, una di loro.
Lei è la figlia di Luca Charbonnier, il presidente del Comitato. Ventiduenne, ha frequentato l’Istituto agrario di Osasco e ora lavora come segretaria, occupandosi in particolare delle domande di contributi del Piano di sviluppo rurale. L’azienda del padre sale ogni anno con i bovini all’alpeggio Chiot la Sella.
“Tra i ricordi più vivi della mia infanzia c’è proprio quando accompagnavo il nostro bestiame a ‘Fira d’la Poujà’ e a ‘La Fìra d’la Calà’ – rivela –. Arrivare in piazza a Bobbio e vedere tanta gente che ci aspettava era motivo di orgoglio”. Un’occasione speciale per i figli degli allevatori: “Erano momenti unici, in cui potevo invitare alcuni miei amici o compagni di scuola a sfilare con me”.
Compierà diciassette anni ad agosto Federico Jeymonat, anche lui ricorda con calore i giorni della fiera, quando apriva la sfilata del bestiame del padre Danilo: “Toccava a me portare in bella vista il cartello con il nome dell’azienda agricola: ne ero orgoglioso!”. Federico studia all’Istituto Agrario di Osasco e da grande vorrebbe fare il giardiniere ma è determinato a continuare ad allevare animali per non perdere la soddisfazione di vederli crescere in salute: “Uno dei momenti che mi rendevano orgoglioso già da bambino era quando gli spettatori della fiera mi fermavano, magari per farmi i complimenti per le nostre capre. Era un riscontro importante: mi faceva capire che durante l’anno la mia famiglia aveva lavorato bene”.
Assieme a Charbonnier e Jeymonat, tra lo scorso e quest’anno sono entrati nel Comitato anche Luca Grand (23 anni), Maurizio Pastre (30 anni) e Pietro Pontet (19 anni). “Ma tra i volontari che aiutano durante la festa ci sono anche ragazzi più giovani di noi e bambini – osserva Charbonnier –. Speriamo che il loro impegno abbia continuità, perché anche loro potrebbero essere il futuro del Comitato”.