Attualità - 22 maggio 2026, 10:15

L’ultimo saluto di None a Valdi Tavella, il volontario che non sapeva stare fermo

Ex vigile del paese, era attivo in Croce verde, in Caritas e nelle iniziative di solidarietà con il villaggio eritreo di Mehlab

“Non era certo un tipo da rimanere fermo a guardare!” così gli amici, e chi ha fatto il volontario con lui, ricorda il temperamento di Valdi Tavella. Uno dei fondatori della Croce verde e della Caritas di None, aveva trovato in paese tanti genitori ‘a distanza’ per i bambini del villaggio eritreo del Mehlab. Ma era stato anche il vigile di None, sempre in strada e pronto a fermarsi a parlare con i cittadini.

Tavella è morto martedì 19 maggio, aveva 77 anni. Il funerale si terrà nella chiesa parrocchiale SS. Gervasio e Protasio oggi, alle 15.

Il ricordo dei colleghi in Croce verde e in Caritas

Gran parte della sua attività di volontariato, Tavella l’aveva svolta fianco a fianco con la moglie, Teresina Serasio. Sono stati entrambi volontari della Croce verde di None dove lui è rimasto attivo fino a qualche anno fa, quando ha cominciato ad avere male a un ginocchio. “La Croce verde è nata è cresciuta con lui: negli anni è stato uno dei primi volontari e poi tra i fondatori della sezione autonoma nonese”, ricorda il presidente, Luca Ferrua.

Ma c’è un’altra associazione che deve i natali a Tavella: la Caritas, dove lavorava fianco a fianco con l’amico Giovanni Capussotto: “C’era già quando l’associazione era ancora in fase embrionale a inizio degli anni Duemila. Assieme abbiamo distribuito i pacchi alimentari, fatto rifornimento di cibo dal banco alimentare e prelevando i prodotti in scadenza nei negozi. Si passava il tempo anche a raccogliere vestiario usato e a suddividerlo per poi distribuirlo”. Oltre alle attività svolte assieme nei locali di via Roma 9, era stata anche l’amicizia a unirli: “Si erano incontrate prima le nostre mogli: ai corsi di danza che Teresina organizzava e che nostra figlia frequentava. Poi siamo diventati amici noi due”.

Anche in Caritas aveva smesso di lavorare a causa del male al ginocchio: “Ha smesso di frequentarla perché lui non sarebbe stato il tipo da venire qui solo per restare fermo a guardare: era una persona decisa e pratica” rivela Capussotto.

Il vigile che consumava le scarpe in strada

Originario del Friuli, Tavella aveva vissuto e lavorato a None: “Eravamo colleghi: io ero la vigilessa di Volvera e lui di None. Faceva anche parte lui della ‘vecchia scuola’, quella secondo la quale dovevamo consumarci le scarpe a forza di percorrere le strade del paese. Il suo era un vero e proprio servizio di prossimità”, spiega la sindaca di None Loredana Emma Brussino.

Tanti cittadini, infatti, se lo ricordano in strada e pronto ad ascoltare la gente che incontrava: “Era veramente al servizio delle persone e credo che con il pensionamento abbia riversato tutta quell’energia verso il volontariato” aggiunge.

Lui e Teresina erano diventati i punti di riferimento delle attività solidali per il villaggio eritreo di Mehlab attraverso il referente della chiesa locale, padre Habte Marian: “Attività che hanno portato alla costruzione di una scuola, di un pozzo e di tante adozioni a distanza dei bambini del villaggio tra le famiglie nonesi”.

Inoltre, Tavella era stato referente nonese della Rete casa del Pinerolese per dare una risposta alle emergenze abitative.

Tra i tanti colleghi che ha incontrato durante le sue attività di volontariato, c’è già chi sta pensando a come tramandare il suo ricordo: “Lui con noi era un autista soccorritore, sempre in prima linea. Ci piacerebbe intitolargli un’ambulanza: ci lavoreremo nei prossimi mesi” annuncia Ferrua. Così il suo ricordo potrà tornare a correre a fianco a quello della moglie, a cui in passato la Croce verde ha dedicato una delle sue auto.

Elisa Rollino