“A ottobre faccio 5 anni da sindaco e le Gallerie sono rimaste più chiuse che aperte. La pazienza è un po’ finita, perché non possiamo dare risposte ai cittadini, visto che non veniamo informati”. C’è l’amarezza del primo cittadino di Porte, Simone Gay, ma c’è anche la disponibilità a confrontarsi con la Città metropolitana per ripartire da zero e cercare di risolvere il problema delle continue chiusure. Dopo l’ultima beffa: prima l’annuncio e poi la mancata apertura per l’ennesimo guasto.
I Comuni delle Valli Chisone e Germanasca si sono dati appuntamento stamattina nella sala consigliare di Porte per far sentire la voce di un disagio. L’ennesimo prolungamento della chiusura delle Gallerie preoccupa. Anche per il futuro.
“Non ci sono problemi strutturali – sgombra il campo da dubbi Danilo Breusa, sindaco di Pomaretto e presidente dell’Unione montana –. Ma penso sia nostro diritto avere informazioni precise sui lavori che si stanno svolgendo e sul piano di manutenzione per evitare le chiusure continue”.
I diversi Comuni, dalla bassa all’alta Valle, hanno sottolineato i disagi per chi vive nel territorio, ma anche l’impatto sul turismo. “In un giorno in settimana passano dalle 14.900 alle 18.600 macchine per Porte” sottolinea Gay. Un carico viario e di inquinamento importante. Mentre Marco Ventre, sindaco di Villar Perosa, sottolinea l’impatto su un tessuto economico fragile: “La Città metropolitana (proprietaria delle Gallerie, ndr), non si rende conto di cosa vuol dire per noi avere le Gallerie chiuse. Siamo un territorio che cerca di ripartire economicamente con un po’ di turismo e si dà l’impressione che non ci sia una viabilità per raggiungerlo”. Ventre sottolinea anche come la mancanza di informazioni chiare e di risposte – anche all’ultima lettera inviata da Breusa e Gay, a fine aprile, con in copia la Procura – sia una “sgrammaticatura istituzionale”, ma sottolinea la disponibilità di “mettersi a un tavolo a ragionare, ripartendo da zero”. Una mano tesa dopo i toni e le proteste accese dal passato.