La Regione si impegna a tutelare Oss e personale che lavora nelle Rsa del Piemonte, e nella sanità privata, verificando che i contratti prevedano lo stesso stipendio di chi opera nel pubblico. Palazzo Lascaris ha approvato un ordine del giorno della capogruppo di Avs Alice Ravinale, che ha ottenuto il pieno sostegno della Lega e del centrodestra, perché vengano garantiti compensi equi per chi quotidianamente si prende cura degli anziani e fragili.
Contratti fermi
Il documento di Alleanza Verdi Sinistra parte dall’audizione in Commissione Sanità del 13 aprile in cui veniva denunciato il mancato rinnovo dei contratti collettivi di Aiop e Aris, fermi da 8 anni per la sanità privata e 12 anni per le Rsa, con salari al palo nonostante l’inflazione galoppante. L'ordine del giorno prevede che il pubblico autorizzi, accrediti e o contragga appalti solo con soggetti erogatori privati che rispettano scrupolosamente i diritti dei lavoratori a partire dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (Ccnl), riconoscendo altresì il principio che i dipendenti che lavorano in strutture private non guadagnino meno di chi opera nel comparto pubblico, a parità di prestazioni.
Cosa prevede
L’atto prevede anche la messa a punto di un meccanismo di verifica durante i periodi di accreditamento e appalto, che possa portare all’interruzione del servizio nell’interesse della Regione laddove i diritti dei lavoratori non siano rispettati. "Difendere la qualità del lavoro e salari adeguati - commenta Ravinale - significa difendere anche la qualità della sanità e dei servizi offerti ai cittadini".
Soddisfatti anche il capogruppo della Lega in Piemonte Fabrizio Ricca ed il presidente della Commissione Sanità Luigi Genesio Icardi, che chiosano: "E' evidente che meccanismi come la "banca delle ore" e tutte le altre soluzioni che consegnano le sorti di chi dovrebbe prendersi cura dei fragili alla totale incertezza non possono trovare spazio in un settore così peculiare".