(Adnkronos) - "Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/pil sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3% entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno, ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica approvato ieri.
L'Italia si è ritrovata nell'attuale scenario internazionale "con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute" che hanno "permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato", scrive ancora il ministro all'indomani delle stime Eurostat sul rapporto deficit/Pil dell'Italia al 3,1% per il 2025.
"L'evoluzione del quadro macroeconomico e della finanza pubblica nel prossimo triennio - spiega - appare strettamente legata agli sviluppi delle tensioni geopolitiche globali. Una rinnovata solidità delle relazioni internazionali costituisce il presupposto essenziale per garantire la stabilità e la prevedibilità del sistema. L’Italia continuerà a operare attivamente per favorire tale scenario, ferma restando l’incidenza di ulteriori fattori esogeni e dinamiche globali che richiederanno un approccio coordinato a livello internazionale". Per questo "la sfida che ci attende è di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica".
L'effetto del conflitto in Medio Oriente "è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all’economia reale - prosegue - Tuttavia, vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l’entità degli impatti economici delle strozzature dell’offerta che si sono già verificate".
"Tale motivo ha indotto molti previsori a elaborare diversi scenari di rischio, particolarmente rilevanti nell’attuale contesto. In ogni caso, appare chiaro che il quadro di riferimento risulta in peggioramento rispetto allo scorso autunno, in conseguenza di elementi che operano in senso stagflativo: per tale motivo, la crescita economica è stata rivista al ribasso in ciascun anno fino al 2028, mentre l’inflazione è stata rivista al rialzo per quest’anno e per il prossimo", dice ancora Giorgetti.
"Di fronte a uno shock di tale portata, il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese: sarebbe irresponsabile non farlo, perché il costo che ne deriverebbe in termini di danni persistenti all’economia e al tessuto sociale sarebbe inaccettabile. Al momento, come testimoniato dai provvedimenti adottati a partire dall’inizio dell’anno, gli interventi sono stati effettuati attraverso una riallocazione di altre componenti del bilancio, cosicché sono risultati neutrali dal punto di vista della finanza pubblica", afferma quindi il ministro aggiungendo che "se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica".