C’è il Municipio, piazza Cavour, ma anche Palazzo Lascaris. E poi ancora l’ex Corte d’Appello e poi ancora Palazzo Scaglia di Verrua, Palazzo Saluzzo Paesana, Superga, Palazzo dei Cavalieri.
Sono alcuni dei luoghi toccati dalla terza stagione de “La legge secondo Lidia Poët” girata tra giugno e luglio 2025 a Torino e dintorni.
La città è vera e propria protagonista di questo capitolo che chiude la serie dedicata alla pinerolese, nata a Perrero, prima avvocata d’Italia, anche se sono in programma alcuni spin off.
“Torino è una città dal fascino e dall’eleganza che è avvolgente - commenta il regista Pippo Mezzapesa che insieme a Letizia Lamartire e Jacopo Bonvicini dirige l’ultimo capitolo -. Dal punto di vista visivo ti porta naturalmente a rappresentare quella sua regalità e dal punto di vista dell’accoglienza devo dire che si lavora in modo assolutamente privilegiato”.
“È impagabile girare nei luoghi veri - aggiunge Matilda De Angelis che per tre stagioni ha ricoperto il ruolo dell’avvocatessa di Perrero -. Le settimane in cui abbiamo girato nel carcere, abbiamo assorbito le energie del carcere. Ci sono luoghi che sono stati pezzi di storia, questo ci aiuta a calcarci sempre di più nei personaggi”.
“Torino è da sempre un personaggio della serie - spiega Sara Lazzaro che interpreta Teresa Barberis, cognata di Lidia -. È sempre stata una presenza, ha una connessione diretta con quello che è veramente successo. Torino ha anche delle possibilità incredibili rispetto all’epoca. Ci sono palazzi che con la giusta scenografia fanno sì che ci si avvicini sempre di più a quel periodo e a quella storia. Non è una serie biografica, ma coglie l’occasione di parlare di tante cose che, in modo disturbante, sono ancora tanto attuali.”
Il tour delle location
Una semplice passeggiata nel centro della città consente di fare un tour di gran parte delle location. Si parte da piazza Palazzo di Città, una volta la piazza delle erbe, che insieme alla facciata del Municipio rappresenta l’esterno del lussuoso Hotel Regio, mentre il portico dello stesso Municipio sarà lo sfondo di un momento romantico tra Lidia e il procuratore Fourneau.
Spostandosi leggermente, Palazzo Lascaris, già location per altri film come The Italian Job nel lontano 1969, è tra gli spazi più usati insieme al Municipio e piazza Cavour per la terza stagione per gli interni. L’ufficio di Fourneau è stato allestito all’interno di quello del vicepresidente della Regione, Franco Graglia, mentre per l’ufficio del giudice Genovesi è stato adattato l’ufficio di presidenza.
Tornando verso il salotto della città, Palazzo Carignano ha rappresentato di nuovo gli esterni del Tribunale, mentre per scoprire l’esterno della nuova abitazione di Lidia e del fratello ci si deve spostare in piazza Cavour. Poco più avanti, la chiesa di Santa Pelagia torna anche nella terza stagione come obitorio.
A causa dei lavori che erano in corso al momento delle riprese, non è stato invece possibile girare di nuovo a Palazzo Cisterna e in piazza San Carlo. Non comparirà nemmeno il Museo del Risorgimento.
La vera storia di Lidia si svolge in realtà tra Pinerolo e Torino, anche se la città di provincia non è mai stata coinvolta nelle riprese, sebbene con qualche ciak a Miradolo. Questo perché era volontà della produzione ritrarre il capoluogo sabaudo.
Cosa succede nella terza stagione
“In questa stagione - conclude Matilda De Angelis - Lidia porta avanti la battaglia per far approvare una legge in Parlamento che restituisca una parità di voto cosa che sappiamo succederà solo anni dopo. C’è un personaggio, un’amica storica di Lidia che gli ha dato una mano a finire gli studi e che sarà al centro delle vicissitudini dark e noir della serie. È una Lidia che sarà vessata emotivamente da più fronti.”
“Nella terza stagione Enrico mette un po’ in crisi tutto il suo futuro - spiega Pierluigi Pasino che veste i panni di Giovanni Enrico, fratello di Lidia -. È costretto a difendere un caso indifendibile che potrebbe compromettere il benessere della legge. C’è un conflitto di interessi da parte di Enrico che porterà alla rottura del rapporto con Lidia”.
“Per Teresa sarà un anno in cui metterà in crisi molti dei valori dalla prima stagione - aggiunge Sara Lazzaro -. Fa un viaggio personale molto profondo. È una stagione molto esplorativa e introspettiva rispetto alle altre”.
“Questa stagione è bella anche perché le dinamiche amorose sono inserite in un contesto lavorativo con un messaggio molto importante. Ha uno sguardo molto attuale con una situazione che viviamo anche tutti i giorni” commenta Gianmarco Saurino, nella serie il procuratore Pierluigi Fourneau.
Ultima capitolo della serie
Ci saranno degli spin off, ma la serie con protagonista Matilda De Angelis si conclude con questa stagione. Un personaggio a cui però l’attrice si è molto affezionata. “Mi affascina moltissimo anche la vita che noi non raccontiamo. È stata una donna che ha fatto due guerre mondiali, è stata crocerossina al fronte. Vorrei chiederle come è stato assistere al suffragio universale essendo una che ha portato un pezzetto della lotta sulle spalle, mi piacerebbe chiederle se si riconosce in qualcosa che io faccio, davvero vorrei chiederle tante cose”.
Nel 2025 De Angelis ha anche portato sullo schermo un’altra figura femminile che oggi è diventata simbolo di libertà e indipendenza, legata in parte anche alla città di Torino: Goliarda Sapienza. “Sono sicuramente donne che hanno precorso i loro tempi, sono state profondamente incomprese dalla società e dal contesto in cui vivevano, ma non hanno mai avuto paura di dire quello che pensavano, di agire al di là degli schemi che la società ancora oggi impone. Entrambe hanno quell’anelito rivoluzionario che stimo profondamente. Hanno portato cambiamenti profondi anche all’idea di che cos’è il femminismo e di cosa vuol dire essere una donna in due epoche diverse”.
La serie pur conservando un'anima pop e leggera, porta con sé messaggi attuali che hanno catturato l’attenzione anche del pubblico giovane. “È una serie che parla di rapporti, di amori, di cose con le quali tutti possiamo relazionarci e abbiamo sempre cercato di portare tutto al concreto dimenticandoci dell’epoca in cui vivevano i personaggi. Sono temi universali. Cerchiamo di portare con leggerezza ma anche con il giusto peso, una riflessione su temi che sono profondamente attuali".
La serie, realizzata con il sostegno di Film Commission, uscirà su Netflix domani.