Dopo i coniugi di Roure, Luciano Bardi e Fiorella Caputo, tocca alla pinaschese Eleonora Pertusio presentare la storia del suo viaggio per il secondo appuntamento della rassegna ‘Boccioli di cultura’, organizzata dall’associazione Poggio Oddone, in collaborazione con la sezione Cai di Pinasca, il Comune e la Biblioteca di Perosa Argentina. L’incontro è domani, mercoledì 8 aprile, alle 21, nella Biblioteca di piazza Europa; l’ingresso è libero. Pertusio è bibliotecaria a Perosa Argentina e racconterà la sua esperienza a Bali come insegnante d’inglese. “Un’esperienza fatta tra agosto e settembre dello scorso anno dopo un periodo per me turbolento, segnato dalla morte prematura di uno zio e da un incidente in cui erano stati coinvolti due amici” rivela.
Il periodo turbolento e l’aiuto di ChatGpt
Scombussolata, Pertusio ha trovato nell’intelligenza artificiale un sostegno per organizzare un’esperienza solitaria all’estero: “Interpellando ChatGpt ho trovato delle associazioni affidabili che organizzavano viaggi di volontariato all’estero. Ho fatto un’ulteriore selezione e mi rimasero tre possibilità: un’esperienza in un monastero in Nepal, una in Costa Rica per lavorare con gli animali e una a Bali come insegnante d’inglese”. La scelta ricede quindi su quest’ultima opportunità: “Mi piaceva l’idea di poter dare qualcosa a dei bambini” rivela.
Prende contatto dunque con l’associazione Akasa Foundation che le propone il lavoro a Tabanan Town: “C’è una Bali diversa da quella che siamo abituati a immaginare. È una Bali povera, non turistica. A scuola i bambini non hanno nemmeno i banchi e dovevano scrivere per terra. Lo Stato offre loro un pasto gratuito al giorno, spesso l’unico nutriente ed equilibrato che mangiano” racconta.
Lì ha insegnato l’inglese affiancata dalle maestre locali che la aiutavano con le traduzioni in indonesiano: “Ero in servizio al mattino dal lunedì al giovedì. Il resto del tempo era libero e potevo dedicarlo a scoprire l’isola”.
Viaggio da sola: tra cuccioli di tartaruga e bambini in meditazione
Pertusio ha girato l’isola a volte in compagnia di altri volontari di Akasa Foundation ma spesso da sola: “Mi sentivo sicura! I balinesi sono molto rispettosi dei turisti. Ho vissuto in un’atmosfera di pace fuori e dentro di me” racconta. Ha scoperto le soffici spiagge dove le tartarughe depongono le loro covate e tra di loro, con sorpresa, le è anche capitato di nuotare.
Ma ciò che l’ha colpita di più è l’atteggiamento dei balinesi: “Ogni giornata era piena di sorrisi e il poco che facevo veniva accolto con riconoscenza. Mi hanno fatta sentire utile al mondo”.
Il suo viaggio è stato una buona occasione anche per riflettere sui bambini che incontra spesso nel suo lavoro di bibliotecaria: “A Tabanan Town gli alunni si immergevano nella meditazione prima di iniziare lezione mentre qui i loro coetanei fanno fatica a mantenere l’attenzione fino alla fine di un racconto. Mi sono resa conto dell’impatto della tecnologia sulle nuove generazioni negli ultimi anni”.