Due cittadinanze onorarie, una nuova targa per ribadire quanto è speciale quel gemellaggio e proposte di collaborazione per la scuola dell’infanzia e l’Istituto agrario. Questi sono alcuni dei risultati portati a casa dal viaggio istituzionale compiuto in Brasile dalla delegazione osaschese che ha visitato l’omonima città nello stato di San Paolo. “Da oggi in poi non siamo solo due Comuni gemellati ma ‘Città sorelle gemelle’. Abbiamo accolto la proposta dell’Amministrazione comunale brasiliana che vuole rimarcare in questo modo l’importanza di questo gemellaggio rispetto agli altri” spiega Guido Geuna, che da sindaco di Osasco aveva avviato i contatti con la città brasiliana. Il paese, diventato oggi un centro che conta quasi 800.000 abitanti, venne fondato da Antonio Agù, emigrato da Osasco Italia nel 1873.
Bagni di folla e un hotdog di 64 metri
“In noi continuano a vedere le loro origini e siamo accolti con gratitudine e tra bagni di folla” racconta l’attuale primo cittadino Adriano Miglio. Per lui si tratta del secondo viaggio istituzionale in Brasile: “C’ero già stato dieci anni fa ma nel frattempo la città ha subito un’ulteriore evoluzione. Dove allora c’erano delle casette ora si innalzano palazzi di trenta o quaranta metri”.
La delegazione è stata accolta dal sindaco Gerson Pessoa, dal presidente della Câmara municipal (l’equivalente del nostro Consiglio comunale), da assessori e consiglieri.
Tra i momenti più toccanti per il primo cittadino ci sono due cerimonie: “Quella della consegna della cittadinanza onoraria a me e all’ex sindaco Guido Geuna e quella in occasione dei 64 anni di indipendenza di Osasco da San Paolo. Per festeggiarla avevano preparato un hotdog lungo 64 metri che abbiamo simbolicamente tagliato io e Pessoa alla presenza di più di tremila osaschesi”.
Un gemellaggio nato a colpi di fax
Anche Geuna ricorda commosso l’accoglienza riservata e lo stupore davanti allo sviluppo che ha avuto la città negli ultimi anni: “Non conto nemmeno tutte le volte che sono andato a Osasco da quando è partito il gemellaggio. Tuttavia ormai era da dieci anni che non tornavo e sono rimasto colpito dallo sviluppo ‘verticale’ che ha avuto”. Osasco si è conquistata infatti un posto di riguardo nella classifica dei centri più importanti del Brasile: “È la seconda città industriale del distretto di San Paolo e la sesta dell’intero Paese. Lì hanno la loro sede centrale numerose aziende e banche”.
Geuna rimarca l’importanza del nuovo riconoscimento di ‘Città Sorelle Gemelle’: “Non siamo il loro unico gemellaggio: sono legati anche a città dell’Angola, del Giappone e dell’Armenia perché rappresentano le tre etnie prevalenti in città. Ma con noi il legame è speciale perché continuano a considerarci come le loro origini”.
Il rapporto si è conservato nonostante la distanza e le differenze linguistiche che hanno pesato all’avvio del gemellaggio, trentacinque anni fa. “L’idea fu di Michele Colombino fondatore dell’associazione ‘Piemontesi nel mondo’ e dell’ex direttore de l’Eco del Chisone, don Vittorio Morero. Allora non c’era Internet e si comunicava per lettera e fax. Non era nemmeno così diffusa la conoscenza dell’inglese su entrambi i lati dell’Oceano. Nonostante tutto riuscimmo ad avviare la collaborazione”.
Un nuovo ‘Erasmus’ e collaborazioni tra i bambini
Durante il viaggio, terminato giovedì 5 marzo, non si è parlato solo di passato: “Abbiamo cominciato a lavorare a una sorta di ‘Erasmus’ per gli studenti del nostro Istituto agrario e del Fito, il loro istituto tecnologico considerato all’avanguardia” annuncia Miglio. Ma ci sono novità anche per i più piccoli: “Abbiamo portato alla scuola dell’infanzia i disegni realizzati dai bambini brasiliani e i contatti delle loro maestre che vorrebbero avviare qualche forma di collaborazione”. Ma ci sono novità in arrivo per tutte le età: “Stanno costruendo la sede dell’associazione Osasco-Osasco che promuove il gemellaggio e lì nascerà anche una foresteria creata apposta per ospitare i nostri concittadini che vorranno raggiungere la città brasiliana”. La delegazione ha contribuito simbolicamente alla costruzione consegnando un mattone della vecchia casa di Antonio Agù.
Il racconto del viaggio
L’esperienza della delegazione per i 35 anni del gemellaggio verrà raccontata mercoledì 18 marzo, alle 20,45, nella sala consigliare con l’iniziativa ‘Te lo do io il Brasile’.