La querelle giudiziaria sul progetto di abbattere alcuni degli alberi di via Monte Granero in occasione dell’ampliamento dello stabilimento della Caffarel di Luserna San Giovanni non è ancora finita e approda in Consiglio di Stato.
A gennaio c’era stata la sentenza del Tar sulla richiesta di sospensione cautelare degli interventi di ampliamento per bloccare l’abbattimento. Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte non aveva accolto la richiesta di sospensione. Tuttavia doveva ancora esprimersi in merito al ricorso presentato a fine dicembre da Paola Ingravalle, una residente in zona.
Assieme all’avvocato Maurizio Degiovanni di Saluzzo, Ingravalle ha deciso di portare già la questione in Consiglio di Stato, giudice amministrativo di secondo grado: “Abbiamo proceduto in questo modo perché se venissero abbattuti gli alberi nelle more del giudizio, cesserebbe l’oggetto stesso del contendere” chiarisce il legale. Sono due gli aspetti su cui punta il ricorso: “In primis non condividiamo l’insussistenza della legittimazione al giudizio, paventata dall’ordinanza del Tar, secondo cui gli alberi non sarebbero collocati nel tratto di strada antistante l’abitazione della ricorrente. Inoltre riteniamo che vadano approfondite la violazione dell’articolo 18 del piano urbanistico”
La sentenza del Consiglio di Stato è attesa tra la fine del mese di marzo e l’inizio di aprile.
“Fare ricorso è un diritto dei cittadini ma mi spiace questo accanimento sulla questione – commenta il sindaco Duilio Canale –. Inoltre sta diventando anche un impegno economico per le casse comunali, finora abbiamo dovuto destinare alle spese legali su questa questione circa 12.000 euro”. La Giunta comunale ha affidato la difesa all’avvocato Giovanni Martino di Torino.
L’avvocato Degiovanni risponde anche alle preoccupazioni che i sindacati avevano espresso: “Non è un ricorso contro l’azienda e comprendiamo le esigenze occupazionali del territorio. Questo è un ricorso a favore della salvaguardia dell’ambiente, perché crediamo che sia mancata la volontà di percorrere soluzioni alternative all’abbattimento”.