Attualità - 22 febbraio 2026, 15:59

A Luserna San Giovanni si torna sui banchi per imparare la calligrafia

Succede alla Fabbrica del Benessere. L’insegnante è la torrese Rosellina Sbodio, ex maestra delle elementari ora in pensione

Rosellina Sbodio

A Luserna San Giovanni si torna a scuola di calligrafia. Ha ottenuto più successo del previsto il corso di bella scrittura alla Fabbrica del Benessere, ideato da una maestra delle elementari in pensione, la settantaquattrenne Rosellina Sbodio. Originaria di Torino, ha insegnato diversi anni a Luserna San Giovanni e poi a Savona; oggi risiede a Torre Pellice. “Già al primo giorno di corso, giovedì 12 febbraio, sono arrivate una cinquantina di persone e abbiamo dovuto suddividerle in due gruppi. È stato anche necessario recuperare plance con cavalletti perché non avevamo abbastanza tavoli per tutti” spiega Daniela Magra, fondatrice della Fabbrica del Benessere.

Anche Sbodio è rimasta esterrefatta: “Fuori dalla scuola, l’insegnamento della calligrafia oggi viene percepito come una novità, anche se è proprio lì che andrebbe insegnata”. Tra i partecipanti ci sono diverse nonne con i nipotini: “Lavorano fianco a fianco, condividendo compiti e attività pratiche”.

Durante il corso Sbodio insegna un metodo elaborato durante gli anni di lavoro: “Si tratta di un percorso logico che con criteri semplici e immediati permette di affrontare le difficoltà che si possono incontrare durante la scrittura in corsivo” spiega.

L’insegnante ha messo a punto un metodo personale durante i suoi anni di insegnamento: “Ora è più facile confrontarsi ma allora non c’erano internet, i social e nemmeno YouTube. Inoltre la maggior parte dei miei colleghi preferiva avanzare rapidamente con il programma piuttosto che dedicare del tempo alla calligrafia”.

Lei dedicava all’insegnamento della bella scrittura 15 giorni a febbraio con gli alunni della prima elementare: “Poi ogni tanto, durante l’anno, ripetevamo gli esercizi altrimenti si perde la tecnica”.

Non tutti i genitori però erano contenti di vedere i figli esercitarsi in calligrafia: “Alcuni si lamentavano perché sostenevano che così facendo non sarebbe emersa la personalità dei figli. Ma non è così: anche la bella scrittura è personalizzabile. Ognuno dei miei alunni infatti scriveva in modo diverso”.

Per Sbodio inoltre non si tratta solo di una questione di forma: “Impegnarsi nella calligrafia significa sviluppare il rispetto degli altri, partendo da chi ci legge, ma anche la concentrazione, che deve tenere conto contemporaneamente sia della forma che del contenuto. Infine, si impara a godere della bellezza di ciò che si produce”.

Elisa Rollino