Ultim'ora - 20 febbraio 2026, 16:23

Usa, Corte Suprema boccia i dazi di Trump. Il presidente: "Una vergogna, ho piano di riserva"

(Adnkronos) - La Corte Suprema degli Stati Uniti boccia i dazi di Donald Trump. Il presidente ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale le tariffe, secondo quanto ha stabilito l'attesissima sentenza passata con i voti favorevoli di sei giudici supremi e quelli contrari di tre. A votare contro sono stati i conservatori Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh.  

 

Trump, durante la colazione di lavoro organizzata con tutti i governatori alla Casa Bianca, ha definito la sentenza della Corte Suprema "una vergogna". Lo ha riferito la Cnn, citando due fonti al corrente delle dichiarazioni del tycoon. Secondo una delle persone presenti, il presidente avrebbe detto ai partecipanti di avere in mente un piano di riserva.  

Come fa notare la Cnn, funzionari dell'Amministrazione si erano preparati a una sconfitta alla Corte Suprema, assicurando al presidente che, se la Corte avesse bocciato i dazi, ci sarebbero stati altri modi per attuarli. Il presidente - secondo altre fonti - si è lamentato con rabbia in privato nelle ultime settimane del fatto che la Corte Suprema stesse impiegando troppo tempo per prendere una decisione. 

 

Per varare i dazi, Trump ha fatto ricorso all'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) lo statuto del 1977 che riconosce al presidente l'autorità di regolare o proibire alcune transazioni internazionali durante emergenze nazionali. Secondo la sentenza, il provvedimento non autorizza il presidente a introdurre tariffe commerciali. A scrivere l'opinione della maggioranza è stato lo stesso presidente della Corte Suprema, John Roberts, giudice di tendenza conservatrice nominato da George Bush. 

In sostanza, Trump ha invocato un provvedimento che non autorizza il presidente ad intervenire sul tema dei dazi senza il mandato del Congresso. "Quando il Congresso ha delegato i suoi poteri di imporre dazi lo ha fatto in termini espliciti e soggetti a limiti severi, sullo sfondo di deleghe chiare e limitate", si legge nell'opinione della maggioranza in cui si ricorda che la prerogativa di imporre dazi spetta all'organo legislativo. La Casa Bianca, invece, ritiene che "lo Ieepa attribuisce al presidente il potere di imporre unilateralmente dazi incontrollati e cambiarli a proprio piacimento. Questa interpretazione - conclude - rappresenterebbe un'espansione trasformativa dell'autorità del presidente sulla politica tariffaria". Trump, quindi, è andato oltre i limiti previsti dal sistema di equilibri istituzionali. 

Oltre a Roberts altri due giudici della maggioranza conservatrice - Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, entrambi nominati da Trump durante il suo primo mandato come Kavanaugh - si sono uniti alla minoranza dei giudici liberal, Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson, votando la sentenza che considera illegali i dazi imposti invocando l'Ieepa.  

 

"La decisione della Corte probabilmente genererà altre gravi conseguenze pratiche nei prossimo futuro. Una delle questioni saranno i rimborsi: i rimborsi di miliardi di dollari avranno significative conseguenze per il Tesoro Usa", si legge nell'opinione di dissenso scritta dal giudice Brett Kavanaugh. 

"La Corte oggi non dice se, e come, il governo dovrebbe restituire i miliardi di dollari che ha raccolto dagli importatori, ma il processo sarebbe probabilmente caotico", aggiunge il giudice nominato da Trump durante il suo primo mandato.  

 

La Commissione Europea, dice il vice portavoce capo dell'esecutivo Ue, Olof Gill, "prende atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti: la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l'Amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza". 

Per l'Ue, "le aziende su entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle". 

 

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