“Ho chiesto le Primarie a ottobre, dando la mia disponibilità alla candidatura a sindaco. Ma non ho ricevuto risposta, anche se, informalmente, mi è stato detto che il mio profilo non è adatto” si toglie dei sassolini dalle scarpe Marco Gaido, avvocato di 56 anni, che punta il dito contro il Pd, partito in cui ha militato negli ultimi anni. Nei giorni scorsi ha lanciato la sua candidatura civica dal suo profilo Facebook, riproponendo per le elezioni comunali del 2027 l’avventura di ‘Obiettivo Pinerolo’ che nel 2021 lo ha portato al 2,3%, che non è stato sufficiente per conquistare un seggio in Consiglio.
Gaido denuncia “la mancanza di democraticità interna del Pd, che è un requisito fondamentale. Se davvero non sono idoneo, devono dirlo i cittadini. Se avessimo fatto le Primarie e avessi perso, avrei seguito la linea del partito”.
Al militante replica la segretaria Silvia Lorenzino: “Non abbiamo escluso nessuno, semplicemente non sono state prese decisioni e glielo abbiamo spiegato – argomenta –. Le Primarie hanno regole precise e non sono ancora state diramate, visto che le elezioni sono ancora lontane. Quando saranno diramate, ogni iscritto è libero di fare ciò che ritiene, seguendole”. Ma Lorenzino precisa che a Pinerolo il quadro è più complesso: “In questo caso il Pd non si presenta da solo: stiamo lavorando a una coalizione, che non è ancora definita. Quando lo sarà, essendoci soggetti politici con sensibilità diverse, la speranza è di trovare una convergenza su un candidato che convinca tutti, senza dover fare le primarie. Quindi la nostra non è assenza di democraticità interna, ma rispetto della coalizione a cui stiamo lavorando”.