Un passato evocato, ma non più riconoscibile
Forse, anziché Antica Trattoria Cirio, sarebbe stato meglio chiamarla Nuovo Ristorante Cirio. Già, perché qui la continuità tra l’attuale ambiente, frutto di una recente ristrutturazione, e quello precedente è di fatto andata perduta. Non che il pregresso fosse “antico”, visto che la sua apertura era poco più che decennale, e tuttavia nella sua nuova versione questo locale ha perso quasi del tutto la sua identità precedente: forse più essenziale e “alla buona”, ma indubbiamente capace di richiamare un passato che qui, ora, risulta del tutto svanito. Certo all’ingresso c’è ancora il bancone, ma quella che qui si respira ormai è l’atmosfera di un’osteria di lusso, per quanto mi riguarda fin troppo “fighettina”.
La gradevolezza di una proposta in linea col nuovo corso
Proprio questa atmosfera, quasi per osmosi, sembra essere trapassata anche nei piatti: indubbiamente più curati e esteticamente di maggior impatto, ma incapaci di restituire – al di là della loro complessivamente buona riuscita – l’idea di “osteria”, e men che meno quello di “antica trattoria”.
Quel che abbiamo assaggiato nelle nostre due visite, una a pranzo e una a cena, sono stati l’Antipasto misto e
le Lumache alla parigina con crema Parmentier. Del primo, piatto ho apprezzato soprattutto la croccantezza della battuta di carne e la giusta cremosità dell’insalata russa, mentre il secondo mi ha lasciato più perplesso sia per l’assenza di mordente delle lumache, sia per l’abbinamento con una salsa nella quale quello che dovrebbe essere il sapore primario del piatto rischiava di restare davvero troppo sullo sfondo.
Buoni i Tajarin al ragù sia per la giusta cottura della pasta sia per l’amalgama complessivo del piatto.
Decisamente riuscite anche le Cervella fritte nel burro e timo con crema di polenta, un po’ sotto le attese invece
la Grissinopoli di sanato, nella quale a nostro parere mancava l’equilibrio tra morbidezza della carne e consistenza della crosta. Indubbiamente degno di nota infine, seppur non preparato al momento,
lo Zabaione e paste di meliga.
Quando a mancare è un piatto che lasci il segno
Nel complesso la cucina risulta corretta e piacevole, ma manca di quello spunto capace di lasciare il segno. Detto altrimenti, almeno per la mia esperienza, non mi è rimasto il ricordo di un piatto capace di indurmi davvero a tornare. Il servizio dal canto suo, pur veloce e funzionale, non risulta empatico come ci si aspetterebbe da una sedicente "antica trattoria". Carta dei vini invece essenziale ma ben calibrata, oltre che coerente – sia nella scelta delle etichette sia nelle proposte al calice – con l’offerta gastronomica del locale. Dopo due visite, e pur riconoscendo la buona qualità delle materie prime, la sensazione che rimane è quella di un indirizzo gradevole, che però non riesce a corrispondere alle aspettative evocate dal suo volersi connotare come “trattoria”. Complessivamente buono il rapporto qualità/prezzo.
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TRATTORIA CIRIO
Tipologia locale: Trattoria di lusso
Indirizzo: Corso Moncalieri 216 – Torino
Telefono: (+39) 011 2764475
Sito web: www.trattoriacirio.it
Prezzo: Antipasti (12-18€), primi (12-16€), secondi (16-26€), dolci (7€).
Servizi: piatti vegetariani, animali ammessi.
Ultima visita (cena): dicembre 2025
Sensazioni al volo: Locale elegante e curato, più vicino a un’osteria contemporanea che a un’“antica trattoria”. Cucina corretta e piacevole, capace di garantire – insieme al servizio rapido seppur non del tutto empatico – un’esperienza gradevole, seppur purtroppo non superlativa.