Nel 2025 la crisi climatica ha colpito duramente anche Torino e il Piemonte. Lo conferma il nuovo report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, in collaborazione con il Gruppo Unipol: la provincia di Torino ha registrato 12 eventi meteo estremi, classificandosi tra le più colpite a livello nazionale, al pari di Genova e Messina. Un dato allarmante che riflette la crescente esposizione del Nord Italia agli impatti del cambiamento climatico.
Quasi 400 eventi estremi in un anno
A livello nazionale, il 2025 è stato il secondo anno peggiore degli ultimi 11 per numero di eventi estremi: 376 in totale, con un incremento del +5,9% rispetto al 2024. Allagamenti da piogge intense (139 casi), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37) sono stati i fenomeni più frequenti. A preoccupare è anche il forte aumento delle ondate di calore (+94%), delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).
A livello regionale, le aree più colpite sono state Lombardia (50 eventi), Sicilia (45) e Toscana (41). Anche il Piemonte, sebbene non in testa alla classifica, mostra segnali evidenti di fragilità climatica, con Torino tra le province più martoriate.
Il report evidenzia anche i danni crescenti ai trasporti: 24 eventi estremi nel 2025 hanno causato interruzioni o ritardi al trasporto ferroviario e pubblico locale, tra frane, allagamenti, temperature record e raffiche di vento. Un bilancio che conferma come la crisi climatica stia colpendo con forza crescente anche le aree urbane del Nord Italia, rendendo urgente un ripensamento delle strategie di adattamento e prevenzione.
Il costo economico dei danni
I numeri sono eloquenti: nel solo 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni ammontano a 11,9 miliardi di euro, secondo uno studio dell’Università di Mannheim. E la stima per il 2029 è ancora più preoccupante: 34,2 miliardi di euro.
“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima - dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti".
"Questi numeri - prosegue De Marco - non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso".
"Ricordiamo - conclude al presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”