Eventi - 31 agosto 2025, 09:55

Il Palco Gourmet di Ceriale omaggia Gino Pesce, il “maestro” di generazioni di pasticceri

I “biscotti del Lagaccio” diventano i testimoni della dolce memoria che incontra l’industria senza rinnegare la loro ricetta di alto artigianato

Una serata che si è trasformata in un autentico inno alla dolcezza e alla memoria: Palco Gourmet, la “rassegna nella rassegna” curata da Renata Cantamessa, in arte Fata Zucchina, ha acceso il cuore del pubblico con una celebrazione emozionante dedicata al maestro pasticcere cerialese Gino Pesce, recentemente scomparso, ma non nel ricordo delle decine di imprenditori del Ponente ligure nati proprio grazie alla scuola, di pasticceria e di vita.

La toccante video-testimonianza introduttiva della figlia Anna Pesce ha tracciato un ritratto intimo e potente del grande “uomo dei dolci”: non solo un artigiano del gusto, ma un imprenditore innamorato del suo territorio, capace di vivere la pasticceria come missione, dedizione e fucina di doverosa formazione di giovani di talento.

Nel suo racconto intenso, Angela ha ripercorso anche i momenti più difficili, quando la fatica era tanta e i ritmi serrati, ma la passione del padre non vacillava mai. Con emozione ha ricordato le parole che era solito ripetere ai suoi giovani apprendisti: “Non fate i dolci per vendere, fateli per far sorridere qualcuno che li mangerà”. Un principio che ha lasciato una traccia indelebile non solo nella formazione professionale di tanti pasticceri, ma anche nella sensibilità del territorio.

Sul palco c’erano Marco e Maria Giusto, oggi alla guida della Dolciaria Ilba di Ceriale, fondata proprio da Gino Pesce: è stato loro il gesto emblematico della serata, lo show-cooking dedicato ai leggendari “biscotti del Lagaccio” (anche noti come “biscotti della salute”, perfetti per l’inzuppo), rimasti fedeli alla grande tradizione e alla ricetta segreta del loro inventore e maestro.

La trasposizione artigianale in chiave industriale della loro produzione — come proseguita dai fratelli Giusto — rappresenta un equilibrio perfettamente riuscito: mantenere la manualità, la qualità, il segreto, e nel contempo rendere accessibili questi biscotti in ambito nazionale e internazionale, promuovendoli insieme al nome di Ceriale, con la Dolciaria Ilba che resta storicamente alla guida di questo progetto di territorio.

Sul palcoscenico si sono poi avvicendati volti noti della dolce arte ligure, tutti usciti dalla “scuola Pesce”. Giorgio Petriglieri, storico pasticcere di Ceriale, ha sussurrato parole di gratitudine: “Gino mi ha insegnato a credere in me stesso e poi anche nei miei dolci”; Carmelo “Meo” Lombardi di Loano ha ricordato quando il grande Gino lo guidò nei primi passi del mestiere, fino al combattuto distacco per mettersi in proprio; Delfina Fracchia, commessa fin dai primi giorni del laboratorio, l’ha definito “padre e maestro, oltre che artista dei biscotti”.

Anche l’amministrazione comunale non è rimasta in disparte. Nel suo intervento accorato, l’assessore alle manifestazioni Gianbenedetto Calcagno ha sottolineato l’esempio ancora vivo e stimolante lasciato da Pesce: “La sua grandezza non è stata solo nei dolci che ha creato, e che oggi mantengono un progetto di produzione industriale dall’anima artigianale, ma anche nella comunità che ha sempre curato: ogni pasticcere cresciuto alla scuola di Gino ha contribuito a portare avanti la tradizione dolciaria e professionale del nostro territorio”. Questa affermazione ha suggellato l’evento sotto un’egida civica, aggiungendo peso simbolico e collettivo al semplice ricordo.

C.S.