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Cronaca | 07 novembre 2022, 11:58

Operaio travolto da tubi in un’azienda di La Loggia, ancora una morte sul lavoro

Soccorsi ancora in corso nella ditta in strada Nizza. A dare l’allarme i colleghi. La rabbia dei sindacati: "Situazioni non più tollerabili"

azienda di tubi

Un operaio è morto nella mattinata di oggi a La Loggia

Incidente su lavoro in un’azienda di La Loggia questa mattina. Un operaio di 41 anni, di origine marocchina, è stato travolto da diversi tubi di metallo mentre si trovava all’interno del magazzino della Alessio Tubi, in strada Nizza.

Sul posto sanitari del 118 e Vigili del fuoco

Le operazioni di soccorso sono in corso, a dare l’allarme sono stati i colleghi. Sul posto il personale medico e i Vigili del fuoco.

La rabbia dei sindacati: "Morti sul lavoro intollerabili"

Edi Lazzi, segretario generale della FIOM CGIL di Torino, dichiara sull'episodio: "Non è davvero più tollerabile che ogni giorno in Italia ci sia un morto sul lavoro. Torino è una delle città dove, purtroppo, gli incidenti si stanno verificando con una frequenza altissima. La mancanza di investimenti sulla salute e sicurezza da parte delle imprese, la pressione sulla velocità in cui compiere le operazioni di lavoro per abbassare i costi, il flagello del lavoro precario che rende i lavoratori maggiormente ricattabili e la mancanza di controlli per la carenza di ispettori sono le cause principali di questo continuo stillicidio. Bisogna intervenire con forza con provvedimenti ad hoc, varati a livello governativo, che siano efficaci nell’azzerare una volta per tutte le morti sul lavoro".

Purtroppo si parla tanto di investire sulla sicurezza sul lavoro, ma alle parole non seguono i fatti e continua la conta dei morti”. Lo dichiara Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, dopo l’incidente di stamani alla Alessio Tubi. "Quello di oggi è un altro fatto gravissimo, che evidenzia con forza ancora maggiore la necessità di intervenire più incisivamente sulla questione della sicurezza. Servono più controlli e più senso di responsabilità, per noi è inaccettabile che un lavoratore esca di casa alla mattina e non sappia se vi farà ritorno la sera”.

L’azienda nata nel 1961, in passato era il terzo produttore di tubi, profilati e profili strutturali dopo Ilva e Marcegaglia. "Ma una decina di anni fa il cambiamento, i tagli, l’abbattimento dei costi, la cessione di alcune lavorazioni tra cui la manutenzione dei carriponte mentre gli investimenti su impianti e macchinari mancano da oltre un trentennio", sottolinea Fim Cisl Torino e Canavese. "La cultura della sicurezza in un luogo considerato a rischio per sua natura, non può essere rappresentato da una sorta di assuefazione, ma da una continua ricerca di soluzioni tecnologiche innovative accompagnate da protocolli aziendali condivisi, aggiornati, efficaci ed in miglioramento costante, esattamente ciò che abbiamo chiesto a gran voce nelle manifestazioni unitarie del 20 ottobre a Torino e del 22 ottobre a Roma".

Continua senza tregua l’intollerabile strage dei lavoratori. Un gravissimo infortunio sul lavoro che si doveva e poteva evitare. Auspichiamo che le Forze dell’Ordine chiariscano quanto prima la dinamica dell’incidente. E’ inaccettabile, tuttavia, parlare di fatalità di fronte all’ennesima vittima sul luogo di lavoro. Urge un piano nazionale sulla sicurezza dei lavoratori diretto a rafforzare i controlli attraverso un maggior coordinamento delle banche dati”, hanno dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, e Silvia Marchetti, Segretario Regionale UGL Piemonte.

redazione

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