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Economia e lavoro | 23 settembre 2021, 11:40

Economia, il Piemonte prova a lasciarsi la pandemia alle spalle: rimbalzo da record. Torino la provincia migliore

I dati al giro di boa del 2021 mostrano una crescita della produzione superiore al +25%, ma il confronto è con la fase più dura del lockdown. Migliorano però l'utilizzo degli impianti e tutti i parametri di bilancio. Bene tutti i settori e le province

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Rimbalzo robusto per l'economia piemontese rispetto al periodo più duro del lockdown

Secondo trimestre 2021 con rimbalzo, per l'economia piemontese. Al giro di boa dell'anno, infatti, le cifre di Unioncamere Piemonte parlano di un +25,1% per la produzione rispetto al periodo aprile-giugno 2020, quando ovviamente l'effetto della pandemia era al suo apice con il lockdown più severo. Non per nulla, il primo trimestre era già cresciuto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma "solo" del 5%.
"Assistiamo a un grande miglioramento congiunturale, in questo trimestre ed è un dato beneaugurante, per tutte le province e i settori economici piemontesi. Speriamo di essere in uscita da questa crisi pandemica - dice il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia - e contiamo di mettere a disposizione delle aziende tutti gli strumenti necessari per ritornare ai livelli pre Covid, sia come consumi interni che come occupazione ed export".

Un trimestre da record (e "tornano" le imprese)

Scorrendo le cifre, come spiega la responsabile dell'ufficio studi, Sarah Bovini, emerge che il miglioramento è generalizzato ("anche per il settore tessile che aveva patito in maniera particolare"). Prosegue la contrazione del numero di aziende - circa 8000 in meno nel decennio - anche se il secondo trimestre ha portato 91 imprese in più.

Ma non solo produzione, "si associano crescite anche per tutti gli altri indicatori, compreso il grado di utilizzo degli impianti che rappresenta un indicatore molto importante. Abbiamo le carte in regola per affrontare la seconda parte del 2021: confidiamo nelle risorse del Pnrr, ma anche nella transizione digitale e nella lotta alla burocrazia", dice il presidente Coscia.

L'export mostra non solo un +29,5% sui primi sei mesi 2020, ma anche un +0,7% sul primo semestre 2019, quando la crisi da Covid era ancora lontana. A livello settoriale l'alimentare è quello che ha patito di meno, ma cresce pure il comparto dei metalli, insieme alla chimica-plastica.
Più in generale, tra aprile e giugno 2021 oltre alla produzione e all'export, gli ordinativi sono cresciuti del 17,5% per il mercato interno, mentre gli esteri sono aumentati del 33,2%. Sale anche il fatturato (+23,3%).
Tutti positivi i settori economici: come detto, anche il tessile cresce di quasi 20 punti percentuali. Crescita imponente per i mezzi di trasporto (+84,9%). Mentre l'utilizzo degli impianti mostra un miglioramento verso il 65,1%. Pochi punti sotto i livelli pre-Covid.
Anche nel fatturato, metalli e mezzi di trasporto registrano le performance migliori. Il clima di fiducia - però - è in calo rispetto al primo trimestre, a causa delle incertezze internazionali, ma siamo comunque al di sopra dei livelli pre-Covid.

Torino la provincia locomotiva

A livello di geografia, tutte le province mostrano un segno più: Torino la migliore con un +34,3%, ma vanno bene anche le altre zone: dal Vco (+25,4%) a Novara (+21,8%). Nel sud del Piemonte, Cuneo cresce del 12,8% e Asti del 10,7%. Miglioramenti significativi, anche se collocano le due aree in fondo alla classifica piemontese.

 

Massimiliano Sciullo

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