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Politica | 27 aprile 2021, 18:32

Scuola, allarme abbandono: "In Piemonte una media più alta di quella media del Paese"

La garante per l’infanzia e l’adolescenza Serra è intervenuta in Consiglio regionale per parlare di diritto all'istruzione e abbandono scolastico

Scuola, allarme abbandono: "In Piemonte una media più alta di quella media del Paese"

"Tra le attività del 2019, l’ambito del diritto all’istruzione merita un’attenzione particolare, alla luce delle ripercussioni della pandemia e del persistere delle limitazioni conseguenti". E' stato questo l’incipit della relazione presentata dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza Ylenia Serra in Consiglio regionale.

Sono state 82 le segnalazioni pervenute, di cui 29 relative ai minori non accompagnati – ha spiegato –. Delle restanti, la maggioranza ha riguardato il diritto allo studio e l’assistenza ai minori con disabilità o problemi di salute cronici, il regime dell’affidamento e dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, le problematiche con le strutture sanitarie e assistenziali e le questioni scolastiche di vario genere”.

Un accento particolare è stato posto alla povertà educativa e all’abbandono dell’obbligo scolastico che in Piemonte si manifesta già a partire dalla scuola media, con dati più alti del resto del paese. Nel corso dell’anno scolastico 2017-2018, secondo i dati del Miur, ha smesso di frequentare lo 0.4% degli allievi, contro lo 0.3% a livello nazionale, e nel passaggio all’anno scolastico successivo, sempre all’interno del medesimo ciclo, si è poi perduto un ulteriore 0.3%.

La situazione peggiora con il passaggio alla secondaria superiore, dove nella sola estate del passaggio alle superiori la percentuale di rinuncia alla scolarizzazione è di un ulteriore 0,51%, contro lo 0.45 del livello nazionale. Un altro 4% di ragazzi piemontesi lascia lungo l’anno scolastico o nel corso dell’estate successiva.

È importante sottolineare quanto la pandemia abbia aggravato le difficoltà già presenti, sia di natura economica o di inadeguatezza dell’infrastruttura e delle dotazioni digitali, sia di bisogni educativi speciali, disabilità, necessità di seguire percorsi e programmi personalizzati. Inoltre il fenomeno risente anche di una crescente fragilità del welfare famigliare”, ha concluso la garante.

Gli effetti della pandemia sono stati al centro del dibattito successivo.

Carlo Riva Vercellotti (Fi) ha chiesto che “nella prossima relazione vengano approfonditi, attraverso dei focus, alcuni temi emersi, in particolare la dispersione scolastica”.

Per Monica Canalis (Pd) “vedremo gli effetti sulle disuguaglianze nei mesi a venire, è fondamentale la collaborazione tra diversi attori. Apprezziamo la continuità del lavoro con la precedente garante”.

"È fondamentale il lavoro in sinergia tra Consiglio e Giunta - ha spiegato Sara Zambaia (Lega) - per garantire la serenità dei bambini, qualsiasi problematica dei minori deve essere seguita tempestivamente".

Marco Grimaldi (Luv) ha sottolineato “l’effetto detonatore della pandemia sulle disuguaglianze e ha generato problemi di disagio emotivo e comportamentale tra i giovani”.

Abbiamo pensato troppo ai ragazzi in relazione alla scuola e alle riaperture - è la riflessione di Francesca Frediani (M4o) - a loro sono mancate anche la socialità e il divertimento”.

In conclusione Mario Giaccone (Monviso): “Durante l’emergenza sanitaria la possibilità di accesso a formazione ed educazione non è stata equa, non è stata garantita a chi è in condizione di disagio”.

redazione

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