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Cronaca | 14 febbraio 2021, 17:17

Sci in Piemonte, per il CTS non ci sono le condizioni per riaprire gli impianti

Il Comitato Tecnico Scientifico sconsiglia la riapertura prevista per domani, lungamente attesa, e punta anzi su un immediato lockdown totale, per scongiurare il diffondersi delle varianti del virus. La valutazione finale sarà del "decisore politico"

Stazione sciistica di Bardonecchia

Stazione sciistica di Bardonecchia

Potrebbe essere la pietra tombale sulla stagione degli impianti sciistici, al lavoro da una settimana per farsi trovare pronti all'appuntamento con la lungamente attesa riapertura - dopo una stagione ormai ampiamente compromessa -, prevista per domani, lunedì 15 gennaio.

A decretare il possibile rinvio arrivano le parole del professor Walter Ricciardi, consigliere del riconfermato ministro della Salute, Roberto Speranza, che si era affidato al Comitato Tecnico Scientifico per rivalutare la sussistenza dei presupposti per la riapertura dello sci.

"Alla luce delle mutate condizioni epidemiologiche dovute alla diffusa circolazione delle varianti virali del virus, allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale", si legge nella risposta del CTS, che rimanda "al decisore politico la valutazione relativa all'adozione di eventuali misure più rigorose".

Secondo quanto riportato dall'Ansa, Ricciardi afferma che è "urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata". E aggiunge quindi che "va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale. È evidente - avverte - che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno".

"In questo momento - ha detto inoltre - le attività che comportino assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da Covid-19 in Italia ed gli impianti da sci rientrano in tali attività. Non andrebbero riaperti""Non dimentichiamo - ha sottolineato infine Ricciardi - che la variante inglese è giunta in Europa proprio 'passando' dagli impianti di risalita in Svizzera".

Così, in una nota appena diffusa, l’europarlamentare Alessandro Panza, responsabile delle politiche montane della Lega: "Sappiamo quanto sia importante la tutela della salute, ma rimettere in discussione la riapertura degli impianti a poco più di tre giorni dalla concessione e a meno di ventiquattro ore dall'evento ci sembra una totale mancanza di buon senso".

Alle critiche si unisce la deputata di Forza Italia Daniele Ruffino: "Una programmazione seria evita di alimentare attese. Molto più serio, invece, sarebbe annunciare che per quest’anno la stagione sciistica è out e programmare una politica adeguata di ristori. Tutti comprendono la necessità di arginare la diffusione della pandemia, con un virus diventato più aggressivo nelle sue varianti, ma allo stesso modo vanno comprese le esigenze di quei settori come il comparto sciistico che vivono di programmazione e di investimenti. Se alla scarsità dei ristori si aggiungono le spese sostenute per una riapertura mai avvenuta, è facile immaginare come per molte imprese il fallimento sia una prospettiva concreta". 

Redazione

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