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Attualità | 22 ottobre 2020, 09:30

Il mondo dello spettacolo di nuovo a confronto con la Regione: "Dietro le quinte c'è gente che lavora"

Il coordinamento dei lavoratori piemontese è stato convocato al Tavolo regionale Cultura in programma oggi. Sul piatto, la richiesta di un fondo per la ricerca artistica, prezzi ribassati per l'affitto dei luoghi di spettacolo e tutele Inps

Il mondo dello spettacolo di nuovo a confronto con la Regione: "Dietro le quinte c'è gente che lavora"

Sono stati invitati al Tavolo regionale Cultura in programma oggi, i referenti del coordinamento Lavoratori e Lavoratrici dello Spettacolo Piemonte, che dallo scorso marzo si battono per la garanzia di aiuti economici al comparto in questo periodo di grave crisi. 

Una riunione ordinaria, che tuttavia porrà le basi per un ulteriore confronto con le istituzioni rispetto alle problematiche dell'intero settore. 

"Proponiamo - spiegano i lavoratori nel documento redatto - che siano ripensati e rimodulati i criteri di erogazione e accessibilità del bando Cultura 2020 e 2021, secondo una logica di pluralismo, trasparenza e reale controllo". Per facilitare l'accesso a piccole e medie imprese, si auspica quindi "una diminuzione dei requisiti minimi oppure la creazione di un bando parallelo rivolto alle realtà più piccole, di prossimità, innovative e di formazione".

Il coordinamento promuove inoltre l'istituzione di un “fondo per la ricerca artistica”, riconosciuto al pari dei fondi attivi per la ricerca universitaria. "Servono urgentemente nuove risorse e luoghi adeguati agli obiettivi del nostro settore per proteggere e garantire la sua natura specifica la cui eccellenza non può prescindere dallo studio, la riflessione intellettuale, la ricerca e l’innovazione tecnologica. Proponiamo quindi un reddito a sostegno della creazione ovvero un supporto ai progetti a preventivo e non a consuntivo", aggiungono.

Infine, il Coordinamento intende sensibilizzare l'assessorato alla cultura e al lavoro rispetto alla concessione gratuita o a prezzi simbolici di spazi pubblici per spettacoli ed eventi (necessità ancora più impellente in questo periodo, con molti luoghi chiusi non praticabili per le normative anti Covid) e la tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro. Un punto, quest'ultimo, da sviscerare "perché il lavoro avvenga con regolare apertura di agibilità Inps per le professioni per le quali è prevista , eliminando l'ombra delle paghe al ribasso e degli orari di lavoro non determinati".  

Un incontro che ha luogo esattamente un mese dopo il lancio di un appello al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per estendere il decreto “Misure urgenti per il sostegno e il  rilancio dell’economia” anche ai piccoli teatri di capienza dai 0 a 99 posti. "In meno di un mese - raccontano i portavoce dei lavoratori - abbiamo raccolto 177 firme, tra coordinamenti regionali e nazionali, teatri, associazioni e festival di tutta Italia, che riconoscono, come noi, il valore e l’importanza di questi luoghi. Senza un sostegno adeguato, non potendo far fronte alle spese correnti, e in mancanza di una prospettiva certa a un ritorno pieno ed effettivo alle attività, sono destinati inesorabilmente alla chiusura definitiva". 

Manuela Marascio

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