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Economia e lavoro | 01 dicembre 2019, 19:30

Anche il mondo dell'economia si schiera a difesa della donna, elemento cardine e (anche) antidoto contro la crisi

Da febbraio via agli incontri di sensibilizzazione e prevenzione sui fenomeni di violenza nel mondo camerale. Intanto le aziende "in rosa" tengono la presa: sono oltre 49mila nel capoluogo, soprattutto nel commercio e nei servizi

Anche il mondo dell'economia si schiera a difesa della donna, elemento cardine e (anche) antidoto contro la crisi

Il fenomeno orrendo della violenza sulle donne si combatte anche sul luogo di lavoro, anche all'interno dei comparti economici e dentro le categorie, sfruttando la loro forza aggregativa.

In occasione della recente Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il sistema camerale (torinese e piemontese) promuove a livello nazionale una serie di incontri di approfondimento sul tema della condizione femminile, con particolare riguardo alla partecipazione al mercato del lavoro e alla creazione di impresa. Un’opportunità che è stata colta anche dalla Camera di commercio di Torino che si impegna su specifici appuntamenti per illustrare il progetto, coinvolgendo e sensibilizzando giovani, imprese e cittadini.

A partire dal mese di febbraio, il Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Torino terrà degli incontri per la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza di genere presso alcune associazioni di categoria (Apid, Confcooperative, Lega Nazionale Cooperative, Federalberghi, FIAIP, AIDDA, Coldiretti, Unione Industriale). I temi saranno sul concetto di molestia e di mobbing, sulle conseguenze psicologiche, sociali e lavorative e sugli organismi di supporto, strumenti di prevenzione e di tutela.

Ma non solo: la Camera di commercio aderirà anche al progetto “Panchine rosse” che, diffondendo le panchine sul territorio, lancia un monito contro la violenza sulle donne e si fa carico dell’urgenza di realizzare la parità di genere. Un modo, quindi, per alimentare un processo di consapevolezza nella società, dove ancora molte donne sono vittima di discriminazioni o di soprusi, ma anche per prendere coscienza e valorizzare il ruolo della donna nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e nell’impresa.

Un'impresa che è sempre più "rosa", visto che alla fine del mese di settembre si contavano 49.109 imprese guidate da donne, il 50,7% del dato a livello piemontese. Le imprese con esclusiva presenza femminile (100% del capitale e dei soci/amministratori) rappresentano l’80% del totale, stabili rispetto a fine 2018.

Il settore in cui si concentra maggiormente l’impresa in rosa risulta essere quello del commercio (il 27,8% del totale); seguono i servizi prevalentemente orientati alle imprese (il 25,8%) ed i servizi pubblici, sociali o personali (il 15%). Se tra la fine del 2018 ed i primi nove mesi del nuovo anno si registra una flessione più o meno consistente in tutti i settori di attività imprenditoriali, a partire proprio dal settore del commercio che vede la diminuzione della consistenza più sostenuta (-2,1%), in controtendenza risultano tutte le attività connesse al terziario: i servizi alle persone incrementano del +2,3%, quelli alle imprese del +1,8%.

Per quanto riguarda la forma giuridica, le attività femminili torinesi si presentano per il 62,2% come imprese individuali; a seguire vi sono le società di persone (il 21% del totale) e le società di capitale (il 15,1% del totale). Risultano residuali le altre forme giuridiche, categoria che comprende cooperative e società consortili (l’1,1%).

Per quanto riguarda invece le posizioni imprenditoriali femminili, al terzo trimestre del 2019 risultavano 108.172 imprenditrici: si tratta di donne con un’età compresa tra i tra i 50 e i 69 anni (il 43,3% del totale) e tra i 30 e i 49 anni (il 37% del totale). Le giovani imprenditrici (età sotto i 30 anni) rappresentano solo il 4,5%. Quanto alle cariche ricoperte, il 38,2% ricopre la carica di amministratrice, il 28,2% di titolare d’impresa ed il 27,4% di socio.

Le imprenditrici straniere rappresentano il 9,4% (10.156 unità) delle posizioni in rosa in provincia di Torino: si tratta di una quota in netto aumento rispetto al 2009 quando rappresentavano poco più del 6% delle posizioni imprenditoriali femminili torinesi. Tra di queste ben il 21% è di nazionalità rumena (era il 14% nel 2009) ed il 12,3% proviene dalla Cina (l’8,5% nel 2009). Il Marocco ricopre la terza posizione con il 9% della quota, dato pressoché invariato rispetto al 2009 (9,4%).

M.Sci.

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